Coding

9 Novembre 2019
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    Programmare linguaggi informatici, “dialogare” con il computer e saper gestire il pensiero computazionale, sono gli obiettivi che ogni scuola dell’infanzia deve raggiungere entro il 2022 per adeguarsi alle indicazioni nazionali per il curricolo.

    Ciò comporta che ogni scuola dovrà attivarsi quanto prima per prevedere specifici percorsi e attività di coding in classe: l’urgenza è quella di alfabetizzare le nuove generazioni, native digitali, alle moderne tecnologie.

    LA MAISONNETTE DAL 1 SETTEMBRE 2019, HA INSERITO IL CODING E IL PENSIERO COMPUTAZIONALE NELLA PROPRIA DIDATTICA ATTRAVERSO PROPOSTE STRUTTRATE DI ESERCITAZIONI, GIOCHI E ANIMAZIONI.

    L’Italia è uno dei primi Paesi al mondo che ha iniziato, in via sperimentale, l’introduzione strutturale nelle scuole dei concetti di base dell’informatica attraverso la programmazione (coding), usando strumenti risorse e software di facile utilizzo.

    Perché la formazione al pensiero computazionale nelle scuole italiane? La risposta è nella Circolare MIUR PROT. N. 9759 del 08 OTTOBRE 2015.

    SCUOLA DELL’ INFANZIA

    “… un’appropriata educazione al “pensiero computazionale”, che vada al di là dell’iniziale alfabetizzazione digitale, è infatti essenziale affinché le nuove generazioni siano in grado di affrontare la società del futuro non da consumatori passivi ed ignari di tecnologie e servizi, ma da soggetti consapevoli di tutti gli aspetti in gioco e come attori attivamente partecipi del loro sviluppo.”

    “Nel mondo odierno i computer sono dovunque e costituiscono un potente strumento per la comunicazione. Per essere culturalmente preparato a qualunque lavoro uno studente vorrà fare da grande è indispensabile quindi una comprensione dei concetti di base dell’informatica. Esattamente com’è accaduto nel secolo passato per la matematica, la fisica, la biologia e la chimica. Il lato scientifico-culturale dell’informatica, definito anche pensiero computazionale, aiuta a sviluppare competenze logiche e capacità di risolvere problemi in modo creativo ed efficiente, qualità che sono importanti per tutti i futuri cittadini. Il modo più semplice e divertente di sviluppare il “pensiero computazionale” è attraverso la programmazione (coding) in un contesto di gioco.”

    Nella scuola dell’infanzia il gioco rappresenta un aspetto fondante dell’azione educativa. Come affermano le Indicazioni Nazionali per il curricolo della Scuola dell’Infanzia e del primo ciclo di istruzione: “Con il gioco i bambini si esprimono, raccontano, interpretano e combinano in modo creativo le esperienze soggettive e sociali”. Ed è proprio alla creatività che si collega l’uso delle tecnologie anche nella scuola dell’infanzia, la quale si presenta come un ambiente capace di promuovere le potenzialità di tutti i bambini, fra i tre e i sei anni i quali sono pronti ad incontrare e sperimentare nuovi linguaggi, che osservano ed elaborano le prime ipotesi sulle cose, sugli eventi, sul corpo, sulle relazioni, sulla lingua, sui diversi sistemi simbolici e sui media, dei quali spesso già fruiscono non soltanto e non sempre in modo passivo. La codifica dei diversi linguaggi è alla base dell’azione educativa. L’utilizzo dei primi simboli permette ai bambini un approccio logico alla realtà”.

    Il coding aiuta i più piccoli a pensare meglio e in modo creativo, stimola la loro curiosità attraverso quello che apparentemente può sembrare solo un gioco. Consente di imparare le basi della programmazione informatica, insegna a “dialogare” con il computer, a impartire alla macchina comandi in modo semplice e intuitivo.

    L’obiettivo non è formare una generazione di futuri programmatori, ma educare i più piccoli al pensiero computazionale, che è la capacità di risolvere problemi – anche complessi applicando la logica, ragionando passo passo sulla strategia migliore per arrivare alla soluzione.

    Le Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione riportano infatti: “Quando possibile, gli alunni potranno essere introdotti ad alcuni linguaggi di programmazione particolarmente semplici e versatili che si prestano a sviluppare il gusto per l’ideazione e la realizzazione di progetti  e per la comprensione del rapporto che c’è tra codice sorgente e risultato visibil”.

    Entro il 2022 nella scuola dell’infanzia e nel primo ciclo di istruzione dovrà diventare obbligatorio lo studio del pensiero computazionale e del Coding, in coerenza con le indicazioni nazionali per il curricolo

     Laboratorio di coding: una scuola dell’infanzia innovativa e orientata verso il futuro

    Fare coding significa mettere i bambini in condizione di eseguire o inventare una serie di istruzioni in sequenza per raggiungere un obiettivo; in altre parole è costruire, risolvere, ragionare… è sviluppare il pensiero computazionale.

    Attraverso attività divertenti  e coinvolgenti di coding, ricorrendo a simpatici robot quali BeeBot, i bambini,in un clima di condivisione e collaborazione, maturano e consolidano alcune abilità di base proprie della scuola dell’infanzia come l’orientamento nello spazio, la lateralità, la creatività, il pensiero logico-deduttivo, il pensiero computazionale dando avvio allo sviluppo di competenze digitali.

    Le BeeBot, esplorate minuziosamente dalle loro manine, sono diventate vere compagne nei  giochi di animazione tanto da essere travestite con materiali di recupero ed invitate come ospiti d’onore alla festa di Carnevale durante la quale è stato effettuato un percorso interattivo a tema.

    Coding all’Infanzia per:

    • apprendere i principi base del pensiero computazionale;
    • acquisire competenze logiche e di problem-solving;
    • sviluppare competenza collaborativa;
    • imparare facendo;
    • comprendere l’importanza dell’errore e dell’ iterazione;
    • acquisire competenze documentative e critico-riflessive,
    • risolvere problemi.