P.T.O.F. 2019-2022

  • P.T.O.F. DI RETE a.s. 2019-2022

  •  PREMESSA

    CHE COSA È IL P.T.O.F.

    Il piano triennale dell’offerta formativa (P.T.O.F.) è il documento fondamentale, costitutivo dell’identità culturale e progettuale della nostra scuola, di cui esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa. Esso è coerente con gli obiettivi generali ed educativi determinati a livello nazionale e riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico dello specifico territorio. È elaborato sulla base degli indirizzi e delle scelte generali di gestione e di amministrazione della scuola.

     

    FINALITA’ DEL P.T.O.F.

    Il P.T.O.F. vuole essere uno strumento del contratto formativo tra scuola e famiglia. L’intenzione è di garantire una corretta informazione, di rendere trasparente e leggibile ciò che la scuola fa e perché lo fa, assumendo responsabilità rispetto ai risultati che produce. Consapevoli che spetta alla famiglia, in primo luogo, il compito educativo, è necessario che scuola e famiglia collaborino partendo da un rapporto di reciproco ascolto, di interazione e di corresponsabilità. Il presente documento non deve essere considerato definitivo ed immodificabile: ogni anno scolastico sarà rivisto e migliorato in base alle modificate esigenze dei diversi attori ed alle scelte strategiche organizzative. Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa è reso pubblico e consegnato agli alunni e alle famiglie all’atto dell’iscrizione.

     

    Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa è stato redatto in conformità alla normativa scolastica vigente e alla legge sull’Autonomia scolastica (D.P.R. 275, 8.3.1999 e dal comma 14 della Legge n.107 del 2015.). 

     

     

    1. IDENTITÀ
    1.1   Le radici

    “Dobbiamo fondare una scuola nella quale gli educatori ruotino intorno al bambino ascoltando e seguendo quelli che sono i bisogni e curiosità del momento. Una scuola che promuove uno scambio di opinioni fra insegnante e bambino su avvenimenti quotidiani, una scuola che sviluppa il senso critico del bambino, che stimola la sua capacità di ragionare, di creare delle teorie provvisorie.

    Il fine dell’educazione nell’età pre-scolare è quello di preparare il bambino alla scuola elementare dandogli la capacità di poterla trasformare gradualmente secondo quelli che sono i diritti sacrosanti di ogni “uomo”: libertà e rispetto per le proprie opinioni e per quelle altrui per contribuire così a formare una società più giusta”.

     Teresa Genova e Marie Eve Gardère

    Roma, 17 gennaio 1979

     

     1.2   Storia della nascita

    “La Maisonnette” nasce nel 1980 come nido e scuola dell’infanzia a misura di bambino. Si espande con una seconda sede nel 1990 e successivamente avvia un progetto di franchising. “La Maisonnette”, fondata da Genova Teresa con la collaborazione di Marie Eve Gardére, responsabile del sostegno psicologico nel Liceo Chateaubriand, nasce a ridosso del Colosseo, in Viale del Monte Oppio, come scuola bilingue italo-francese, laica. Negli anni Novanta viene inserita la lingua inglese nel Piano di Offerta Formativa, la scuola quindi diventa trilingue e a tutto diritto assume il titolo di scuola internazionale. Nel 2016 Daniela Gianesini e Roberto Guerra, già titolari delle sedi dell’Eur e di Colle Oppio, diventano i nuovi proprietari del marchio La Maisonnette® e ne rafforzano l’aspetto plurilinguistico. Nella piccola casa dei bambini – “La Maisonnette” – si guarda il mondo da dentro se stessi. Si guarda, si tocca, si odora, si ascolta, si assaggia il mondo che diventa pensiero attraverso le azioni, le parole e l’affetto che ci si scambia. “La Maisonnette”, nido e scuola dell’infanzia internazionale, offre al bambino una formazione eclettica, plurilingue e multiculturale, ove lo stupore, la meraviglia, la fatica ma anche il piacere del creare e del conoscere del bambino siano un patrimonio e una risorsa per tutti.

    La crescita del bambino è curata da personale altamente qualificato, esperto e costantemente aggiornato, ove l’aggiornamento è inteso come una “dimensione esistenziale quotidiana”, come ricerca, cambiamento, rinnovamento, come dimensione indispensabile per interagire con i bambini. L’educatore, in formazione continua, è competente e capace di cambiare e rinnovarsi dinamicamente ponendo attenzione ai mutamenti della realtà nella quale i bambini vivono.

    Il nostro progetto pedagogico parte dal rispetto della realtà soggettiva e straordinariamente particolare di ogni bambino e “approda” alla ricerca ed alla scoperta del suo mondo.

     

    1.3   La Qualità

    “La Maisonnette” attua una autovalutazione continua di ciò che propone a bambini e genitori e del processo organizzativo interno. Il tutto per soddisfare al meglio le esigenze dei nostri clienti: i bambini ed i loro genitori.

    Il sistema di monitoraggio della qualità rappresenta una strategia mirata a conoscere e migliorare il servizio offerto e quindi a ridefinire di volta in volta i cambiamenti da mettere in atto sulla base di quanto rilevato a tre livelli, manifestanti aspetti interdipendenti tra di loro:

    1. analisi della qualità educativa: la qualità è misurata in funzione delle finalità educative, per cui vengono analizzate le attività svolte (azioni formative oltre che di cura dei bambini);
    2. analisi della qualità organizzativa: la qualità è misurata in funzione degli aspetti organizzativo-gestionali;
    3. analisi della qualità percepita: la qualità è misurata in funzione dei bisogni espressi dalle famiglie e delle problematiche associate alla genitorialità.

    “La Maisonnette”, caratterizzandosi per l’importanza assegnata alla condivisione ed allo scambio di esperienze (nella convinzione che queste permettano agli individui di esprimere le proprie risorse, permettano la crescita e l’arricchimento di ogni persona, grande e piccola, oltre che una trasparenza ed una chiarezza rispetto agli obiettivi della scuola), è attenta sul piano operativo a creare una strutturazione costante di momenti di incontro tra i diversi protagonisti che vivono la specifica realtà scolastica.

     

    1.4   La Carta dei Servizi

    La Carta dei Servizi è uno strumento utile al miglioramento della qualità dei servizi offerti.

    “La Maisonnette” assume nei confronti delle famiglie l’impegno di rendere sempre più efficace e trasparente la gestione dei servizi con l’obiettivo di elevarne i livelli qualitativi.

     

    PRINCIPI FONDAMENTALI

    La Carta dei Servizi ha come fonte di ispirazione gli articoli 3, 33, 34 della Costituzione Italiana e si fonda su principi di:

           EGUAGLIANZA

    Nessuna discriminazione può essere compiuta per motivi riguardanti sesso, razza, lingua, etnia, religione, opinioni politiche, condizioni psico-fisiche e socio-economiche.

           IMPARZIALITÀ E REGOLARITÀ

    I soggetti erogatori del servizio scolastico agiscono secondo criteri di obiettività e equità. La scuola utilizza le risorse disponibili per garantire, nell’ambito delle proprie competenze, la continuità e la regolarità del servizio.

           ACCOGLIENZA ED INTEGRAZIONE

    La scuola si impegna a favorire l’accoglienza dei genitori e dei bambini ed a promuovere l’inserimento e l’integrazione di questi ultimi, con particolare riguardo alla fase d’ingresso. Nello svolgimento della propria attività, ogni operatore ha pieno rispetto dei diritti e degli interessi dei bambini.

           PARTECIPAZIONE – EFFICIENZA – TRASPARENZA

    Responsabili, collaboratori e genitori sono protagonisti e responsabili dell’attuazione della carta. I loro comportamenti devono favorire la più ampia realizzazione degli standard generali del servizio.

           LIBERTÀ D’INSEGNAMENTO E FORMAZIONE DEL PERSONALE

    Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa assicura il rispetto della libertà d’insegnamento degli educatori e garantisce la formazione del bambino, facilitandone le potenzialità e contribuendo allo sviluppo della personalità. L’aggiornamento e la formazione costituiscono un impegno per tutto il personale scolastico e un compito per la Direzione, che assicura interventi programmati.

    Gli obiettivi prioritari sono:

    • educare i bambini ai più importanti valori individuali e sociali;
    • formare individui poliedrici ed eclettici che sappiano esprimere la propria identità utilizzando una pluralità di linguaggi all’interno di una gestione attiva delle differenti situazioni di vita quotidiana e operando delle scelte facendo riferimento a principi interiorizzati, quali: rispetto e ascolto, serenità, creatività, crescita, autonomia;
    • offrire al bambino una pluralità di stimoli ed esperienze diverse che vadano a sviluppare i diversi modi di essere intelligenti: intelligenza logica, spaziale, linguistica, musicale, corporea, intrapersonale e interpersonale;
    • il miglioramento qualitativo del servizio scolastico e delle sue procedure interne attraverso la ricerca, l’analisi, la progettazione e la realizzazione di azioni volte ad assicurare l’efficacia dei servizi erogati;
    • l’avvio di un processo innovativo di riorganizzazione delle strutture interne e del continuo miglioramento della qualità del servizio scolastico e della sua affidabilità organizzativa e professionale;
    • diffusione tra tutto il personale di una cultura della qualità orientata verso i risultati con attitudine operativa a rilevare e misurare gli obiettivi di ogni procedura per un reale miglioramento dei servizi erogati;
    • applicazione delle norme di qualità per il miglioramento degli interventi metodologici e didattici nelle tecniche di trasmissione delle conoscenze e degli strumenti organizzativi dell’intero sistema scuola;
    • valorizzazione ottimale di tutte le risorse professionali attraverso un percorso di formazione permanente che abbia un effetto di ritorno sull’intero sistema scolastico.

     

    Ambiti di valutazione

    Programmazione didattica

    La programmazione didattica è elaborata dal Coordinatore didattico (C. D): delinea il percorso formativo del bambino; è sottoposta con sistematicità a verifica e valutazione dei risultati con lo scopo di adeguare l’azione didattica alle esigenze formative che emergono “in itinere”.

     

     Servizi amministrativi

    I fattori di qualità del servizio sono:

    • trasparenza delle informazioni,
    • celerità delle procedure,
    • flessibilità di orario dei servizi di Segreteria.

    La distribuzione dei moduli di iscrizione è effettuata a vista con orario pubblicizzato in modo efficace. La Segreteria, compatibilmente con l’organico amministrativo, garantisce un orario di apertura al pubblico, di mattina e di pomeriggio, funzionale alle esigenze degli utenti. La Direzione riceve il pubblico su appuntamento da fissare con la Segreteria. “La Maisonnette” assicura all’utente la tempestività del contatto telefonico, stabilendo al proprio interno, modalità di risposta che comprendano il nome della scuola, il nome e la qualifica di chi risponde, la persona in grado di fornire le informazioni richieste.

     

    Il comfort

    La scuola è intesa sia come luogo di sviluppo di attività didattiche, sia come ambiente idoneo a garantire un adeguato livello di comfort nei momenti di attesa e nello svolgimento delle attività didattiche.

    Indicatori di qualità:

     

    ·        Spazio aula

     

    ·        Frequenza pulizia aule e servizi igienici

     

    ·        Efficienza impianti di riscaldamento

     

    ·        Percezione complessiva del livello di comfort

     

     

    Informazioni e comunicazione

    Si intendono le attività di comunicazione allo svolgimento delle attività didattiche mediante l’utilizzo di bacheche, comunicati, internet. E’ fondamentale nelle informazioni dirette, erogate dalla segreteria e dall’area didattica, l’aspetto relazionale e comportamentale dei collaboratori e/o educatori.

    Indicatori di qualità:

     

    ·        Presidio della segreteria

     

    ·        Percezione sulla professionalità del personale di segreteria

     

    ·        Percezione sulla professionalità del personale preposto alla didattica

     

    ·        Disponibilità di bacheche informative

     

    ·        Disponibilità depliant informativo servizi scuola

     

    ·        Disponibilità di un sito internet

     

     

     Regolarità nell’erogazione del servizio

    Per regolarità del servizio si intende l’insieme dei tempi e dei parametri stabiliti per le attività didattiche.

    Indicatori di qualità:

     

    • Percezione complessiva del servizio scolastico

     

    • Percezione di ritardi nell’erogazione del servizio

     

     

     Pulizia

    Il livello di pulizia della scuola è un aspetto di fondamentale importanza. I servizi igienici devono essere mantenuti sempre in modo decoroso.

    Indicatori di qualità:

     

    • Percezione del livello di pulizia della scuola

     

    • Percezione del livello di pulizia dei servizi igienici

     

     

    Comunicazione

    “La Maisonnette” assicura spazi visibili adibiti all’informazione:

    • orario della scuola (bacheca di segreteria)
    • organigramma della scuola (bacheca di Segreteria)
    • bacheca d’aula

     

    Rapporti con gli utenti

    Gli utenti possono effettuare segnalazioni, proposte, osservazioni e reclami relativi alla prestazione del servizio. Le suddette comunicazioni possono essere presentate, per iscritto, presso la Segreteria della scuola, tramite apposito modulo.

    “La Maisonnette” assicura la gestione dei dati e delle informazioni relative ai reclami, suggerimenti e segnalazioni nel rispetto della legge sulla privacy (D.L. 193/2003).

    L’analisi degli stessi è utilizzata per il miglioramento della qualità del servizio offerto.

    “La Maisonnette” assicura una risposta scritta entro 15 giorni lavorativi dal ricevimento del reclamo. Ogni segnalazione è registrata, valutata ed inoltrata ai responsabili de “La Maisonnette” secondo competenza.

     

    Validità e aggiornamento della carta

    La Carta dei Servizi entra in vigore a partire dal 15 febbraio 2007 ed è valida fino al successivo aggiornamento. L’aggiornamento può essere effettuato annualmente o in relazione al possibile mutamento degli standard indicati nella carta.

    “La Maisonnette” si impegna a diffondere la Carta dei servizi attraverso apposite iniziative.

    La Carta è a disposizione degli utenti presso la Segreteria della scuola.

     
    2. PROPOSTA EDUCATIVO-DIDATTICA

     

    2.1 Finalità Educative

    La scuola è dei bambini, non per i bambini.

     

    Il nostro progetto pedagogico parte dal rispetto della realtà soggettiva e straordinariamente particolare di ogni bambino e approda alla ricerca ed alla scoperta del suo mondo.

    Lo scopo dell’organizzazione è quello di:

    • educare il bambino
    • favorire lo sviluppo dell’autonomia e dell’identità
    • arricchire i saperi e le strategie di apprendimento
    • sollecitare lo sviluppo della creatività
    • stimolare il plurilinguismo (italo-francese inglese), quale strumento di comunicazione e di apprendimento.

    Tutto questo realizzato in un clima socio-emotivo disteso e sereno che favorisce l’apprendimento.

    “La Maisonnette” mira dunque alla formazione di un bambino:

    • Sereno
    • Poliedrico e eclettico
    • Cittadino del mondo

     

    2.2 Linee Pedagogiche

    Una Pedagogia che dà forma alle cose e non inibisce la forma delle cose. Carla Rinaldi

     

    “La Maisonnette” segue un indirizzo pedagogico integrato, nato dalle linee guida proposte da Freddi, Montessori, Freinet e Rodari, arricchito dalla teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardner e dalla pedagogia dell’ascolto di Loris Malaguzzi, ed aggiornato in base alle più recenti ricerche del settore.

    La scuola si distingue come un’organizzazione in evoluzione continua, che non si ferma alle conquiste raggiunte, ma protende sempre lo sguardo in avanti e promuove il suo intervento attraverso i seguenti valori: rispetto, ascolto, creatività, crescita e autonomia.

     

    “La scuola non è una fermata, è la via che si apre sull’orizzonte da conquistare”.  Célestin Fréinet

     Concetto pedagogico che sposiamo: il bambino apprende dall’esperienza diretta.

     

    “Aiutami a fare da solo”. Maria Montessori

     Concetto pedagogico che sposiamo: il bambino che non fa, non sa fare.

     

    “Tutti gli usi della parola a tutti. Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo”.  Gianni Rodari

     Concetto pedagogico che sposiamo: la scuola, maestra di creatività, deve stimolare lo sviluppo del pensiero divergente.

     

    “Tutti possiamo sviluppare le nostre diverse intelligenze se siamo messi nelle condizioni appropriate di incoraggiamento, arricchimento e istruzione”. Howard Gardner

     Concetto pedagogico che sposiamo: la scuola sostiene lo sviluppo delle intelligenze multiple.

     

    “Se i bambini per comunicare, per conoscere, per esprimersi, nel loro relazionarsi al mondo, usano, non solo il linguaggio verbale, ma un’infinità di linguaggi, allora la scuola deve attrezzarsi, ascoltare e produrre una cultura capace di orientare, ampliare, sostenere e sviluppare con diversi strumenti e competenze nuove, i linguaggi dei bambini”. Loris Malaguzzi

     Concetto pedagogico che sposiamo: la scuola valorizza i cento linguaggi dei bambini e pratica la pedagogia dell’ascolto.

     

    “Pluralità linguistica come valore culturale”. Il viaggio tra lingue è un viaggio tra paesi e città.  Giovanni Freddi

     Concetto pedagogico che sposiamo: la scuola, attraverso l’insegnamento delle lingue, sostiene l’autopromozione della persona, nella sua possibilità di socializzare e di assorbire gli elementi culturali di un popolo.

     

    2.3 I valori dell’organizzazione

    Nel perseguire la sua missione “La Maisonnette” promuove la seguente

      

    Carta dei Valori

    Rispetto

    Ascolto

    Serenità

    Creatività

    Crescita

    Autonomia

    Respect

    Ecoute

    Sérénité

    Créativité

    Croissance

    Autonomie

    Respect

    Listen

    Serenity

    Creativity

    Growth

    Autonomy

     

    La Carta dei Valori mira a formare un bambino sereno,

    • che è ascoltato,
    • che è rispettato e valorizzato per la sua individualità e la sua storia familiare,
    • che stabilisce relazioni con le persone della scuola, adulti e bambini,
    • che crede nelle proprie risorse e abbia stima delle proprie capacità.

     

    La Carta dei Valori mira a formare un bambino abile e concreto,

    • che apprende dall’esperienza diretta, vissuta e reale delle cose.

     

    La Carta dei Valori mira a formare un bambino autonomo,

    • che fa uso appropriato degli strumenti a sua disposizione,
    • che si muove con disinvoltura negli spazi della scuola,
    • che sceglie le proprie attività,
    • che sceglie persone, tempi e luoghi con cui e in cui agire.

     

    La Carta dei Valori mira a formare un bambino creativo,

    • che inventa, che rielabora, che costruisce,
    • che sviluppi la fantasia e il pensiero divergente,
    • che attraverso l’alleanza di processi cognitivi e dimensioni affettive profonde rafforza la capacità di arrivare a soluzioni impreviste,
    • che vive l’errore come una teoria provvisoria,
    • che trova i suoi luoghi più favorevoli nelle situazioni interpersonali dove la negoziazione e il confronto aperto delle azioni e delle idee diventano elementi decisivi di sviluppo *.

     

    La Carta dei Valori mira a formare un bambino poliedrico,

    • che vive e opera in una società multiculturale e multidimensionale,
    • che sperimenta realtà culturali e linguistiche diverse,
    • che abbia poi l’opportunità di svilupparsi pienamente e di esprimersi nei diversi linguaggi, secondo la propria predisposizione.

     

    La Carta dei Valori mira a formare un bambino competente,

    • che ha un profondo rispetto di sé, del conflitto e dell’errore, che sa agire con competenza nella relazione e nell’interazione,
    • che sa costruirsi, mentre costruisce il mondo ed a sua volta dal mondo è costruito,
    • che costruisce teorie interpretative sul reale, ipotesi e metafore come possibilità conoscitive *,
    • che sa costantemente interpretare il reale, risignificandolo continuamente.

     

    La Carta dei Valori mira a formare un bambino portatore e costruttore di diritti *,

    • che chiede di essere rispettato e valorizzato nella propria identità, unicità e differenza.

    *I pensieri che sostengono l’azione educativa”, Carla Rinaldi, 1994

     

    2.4 L’acquisizione delle lingue in età pre-scolare

    La sensibilizzazione e l’acquisizione delle lingue in età pre-scolare e l’integrazione culturale caratterizzano “La Maisonnette” dal 1980: la lingua e la cultura francese, quella italiana e quella inglese convivono senza confondersi, arricchendo il bagaglio culturale e linguistico del bambino conducendolo verso una realtà che accetta le diversità, integrandole. Ciò significa che le lingue di riferimento (francese, italiano ed inglese) sono presenti nel gioco libero, nell’attività strutturata, nei momenti di routine.

    La presenza costante degli educatori permette un felice equilibrio tra le tre lingue, senza alcun dislivello. Si avvia in tal modo un processo di appropriazione e di apprendimento della seconda/terza lingua secondo tecniche, modalità e schemi mentali già usati per la lingua madre: la curiosità e l’interesse stimolano la voglia di conoscere e di comprendere e infine di comunicare. Il bambino comprende e comunica solo per e con il piacere di farlo.

    L’apprendimento della lingua straniera si vive in ogni momento della giornata: una lingua assorbita mediante l’uso è sempre viva e rimane tale nella mente di ogni bambino; la quotidianità dell’esperienza linguistica permette di attivare un processo di apprendimento simile a quello attivato per l’acquisizione della propria lingua. I bambini comprenderanno i messaggi ricevuti e saranno stimolati anche alla produzione in lingua straniera.

    A “La Maisonnette” è costante il progetto di sensibilizzazione alle lingue dove trova spazio il nuovo concetto di inter-comprensione o “comprensione multilingue”. L’inter-comprensione è sostanzialmente l’apprendimento ricettivo di più lingue, la comprensione reciproca in cui ci si esprime nella propria lingua e si comprende la lingua dei propri interlocutori.

    L’offerta formativa prevede l’uso veicolare della lingua durante le proposte didattiche quotidiane dei vari ambiti disciplinari:

    • logico-matematico,
    • psicomotorio,
    • musicale,
    • linguistica,
    • sociale,
    • spazio-temporale,
    • artistico,
    • teatrale.

    Uno strumento didattico usato è il codice a colori, che distingue le tre scritture nei documenti a disposizione dei bambini. I colori associati al sistema simbolico culturale sono la marcatura semantica, il “tag” usato nelle attività’ di tutti i giorni. Questi colori accompagnano i bambini dal nido alla scuola dell’infanzia, consentendo di riconoscere attraverso il codice le diverse lingue. Il codice stabilito prevede che il colore rosso venga associato al francese, il nero all’italiano e il verde all’inglese. Ogni uso della scrittura viene fatto nell’utilizzo di questo codice: le canzoni, le parole, il cartellone delle regole, i cartelloni esposti, i cartelli degli angoli strutturati, la documentazione alle pareti.

     

    2.5 Il trilinguismo: metodo integrato

    Il nostro metodo è misto, integra diverse esperienze nel settore e corrisponde perfettamente alla nostra natura pedagogico-didattica in continua evoluzione.

     

    La scuola segue:

    • un trilinguismo ad immersione precoce parziale

    Un’immersione precoce perché inizia tra i primi mesi di vita e i sei anni di età. Un’immersione parziale perché alcune attività vengono svolte nella lingua straniera e altre nella lingua materna. Studi recenti hanno confermato che dopo i sette anni di età il cervello non consente di ritenere input in lingua straniera senza rallentamenti e forti interferenze della lingua madre.

     

    • un approccio comunicativo / umanistico

    Per approccio si intende la teoria, o le teorie, sulla natura della lingua, su come si apprendono le lingue. L’approccio è una filosofia, un punto di vista. Un approccio misto comunicativo-umanistico corrisponde al nostro modo di intendere l’avvicinamento alla lingua straniera. Una lingua per comunicare che pone il bambino al centro del processo di apprendimento.

     

    • il principio “une langue, une personne”

    Ogni educatore parla la propria lingua madre. La scuola prevede l’uso veicolare della lingua, un approccio alla lingua come veicolo con cui imparare, come strumento a servizio del bambino, e non come oggetto da studiare. Sarà l’interesse per i contenuti a veicolare la lingua. In tal modo il bambino può percepire la lingua come sua e, al termine del percorso formativo, può sviluppare l’idea di se stesso come soggetto plurilingue.

     

    Il metodo

    Si utilizza il termine metodo per definire le diverse modalità con cui si insegna una lingua sulla base di determinate teorie (approccio). Il metodo è una procedura. “La Maisonnette” fa riferimento alla metodologia della glottodidattica ludica di Giovanni Freddi. La glottodidattica ludica è una metodologia di lavoro che assegna al gioco un valore strategico per raggiungere obiettivi sia linguistici sia formativi. La metodologia ludica consente perciò al bambino di affrontare in un modo naturale e familiare lo studio di una lingua e di coinvolgere nel processo di apprendimento tutte le sue capacità. Adottare questa metodologia significa innanzitutto coinvolgere il bambino in attività linguistiche che abbiano le caratteristiche tipiche del gioco. La ludicità non deve tradursi solo nella semplice presentazione di giochi, ma costituire lo sfondo per qualsiasi attività didattica, all’interno di contesti motivanti e significativi, in cui il bambino è coinvolto totalmente e può fare delle cose, da solo o in gruppo.

    Diamo importanza alla comprensione orale che precede l’espressione orale, la quale avverrà solo quando il bambino si sentirà pronto, rispettando il tempo individuale di apprendimento (“Total Physical Response”).

    Diamo assoluta priorità alla lingua parlata e al fatto che sono i bambini a determinare i contenuti dei loro dialoghi; sono i loro interessi a guidare la attività linguistica (“Community Language Learning). Diamo importanza al clima di collaborazione che si instaura nel contesto di apprendimento; al centro dell’approccio comunicativo ci sono i bambini, protagonisti principali di tale processo (“Cooperative Learning”).

    È un approccio di apprendimento per piccoli gruppi in cui ognuno è responsabilizzato su compiti specifici che potranno essere portati a termine con il contributo degli altri, in questa struttura cooperativa il bambino condivide successi e insuccessi con i compagni e non si sente responsabile di un eventuale fallimento, anzi coglie il valore del proprio contributo al successo del gruppo. Si potrà così realizzare un insegnamento non di sole strutture grammaticali, ma anche lo sviluppo di competenze comunicative e abilità sociali.

     

    La scuola si avvale di educatori madrelingua (o perfettamente bilingui).

    Solo educatrici madrelingua possono, nella proposta quotidiana educativa, trasmettere in modo naturale la lingua, la dizione esatta e la cultura del proprio paese. Stabilire la relazione di fiducia tra educatore e bambino è prioritario rispetto alla sensibilizzazione alle lingue e alla multiculturalità.

    Le routine sono momenti abituali ed altamente prevedibili che si ripetono costantemente nel rapporto tra bambino e adulto che fanno da supporto all’elaborazione del linguaggio. Il bambino, proprio come avviene nei primi mesi di vita nell’interazione con la madre, si rende conto che i suoi atti provocano effetti sugli altri, e in tale sforzo, educatrice e bambino troveranno lo stimolo e il rinforzo per orientare il proprio comportamento, si passerà così dalla comunicazione alla verbalizzazione. La funzione verbale, quindi, non è innata ma è la capacità cooperativa di regolazione del lavoro comune. L’ambiente deve avere caratteristiche familiari e di routine ed essere coordinato in un insieme di format che diano dei punti solidi di riferimento. L’acquisizione precoce delle lingue straniere è un tema quanto mai attuale, soprattutto se si considera che è stato indicato dal Consiglio d’Europa come requisito imprescindibile per la formazione della cittadinanza europea. Seguono dei validi motivi, desunti dalla ricerca neuro-psicologica, per un incontro con la Seconda lingua sin dalla più tenera età:

    1. il bambino possiede una plasticità cerebrale unica;
    2. nei primi anni di vita la recettività neurosensoriale è al massimo delle potenzialità;
    3. il bambino manifesta una predisposizione all’acquisizione linguistica;
    4. l’apprendimento infantile è mosso da una spinta motivazionale intrinseca;
    5. la lingua straniera può favorire la naturale spinta alla socializzazione;
    6. la lingua straniera costituisce un arricchimento nella formazione del sistema semiotico infantile, poiché lo sensibilizza fin da subito all’arbitrarietà linguistica, favorendo inoltre un precoce sviluppo metalinguistico;
    7. Nei primi sei anni di vita il bambino può acquisire lingua straniera usando gli stessi meccanismi attivati per la lingua madre;
    8. Se incontra precocemente la lingua straniera il bambino può attivare i meccanismi di memoria implicita che sono gli stessi attivati per l’acquisizione della lingua materna.
    9. L’acquisizione precoce della lingua straniera potrebbe condurre alla formazione di un sistema concettuale unico, direttamente connesso a lingua madre e lingua straniera. Ciò significherebbe che chi è bilingue ha la possibilità di accedere al sistema concettuale direttamente e distintamente attraverso due lingue diverse, senza necessitare di traduzioni mentali.

    Spunti tratti da “Dieci Tesi Neuro-Psicologiche a Favore dell´Accostamento Precoce alle Lingue Straniere”, Michele Daloiso

     

    2.6     Educazione Interculturale

    Il concetto di trilinguismo implica spontaneamente anche quello di interculturalità.

    I termini multiculturalità e interculturalità sono apparentemente uguali e spesso nel linguaggio comune vengono scambiati, in realtà tra i due concetti passa la stessa differenza che c’è tra leggere un libro di avventura e vive l’avventura in prima persona. Un insegnante e una pedagogia attenti ai cambiamenti, non possono non tener conto di questa mutata realtà, che è destinata ad incidere comunque sulla personalità degli allievi e sul loro futuro. Far loro conoscere questa realtà è fare informazione, è fare educazione multiculturale.

    Altra cosa è l’educazione interculturale. Mentre, come abbiamo già visto, la multiculturalità è un fatto oggettivo, non contestabile, l’interculturalità è una risposta educativa, è l’intenzione di entrare in questo mondo “altro”, è’ il desiderio di farsi conoscere dall’altro e di conoscerlo meglio. Essendo perciò un fatto intenzionale, l’educazione interculturale si basa certo sulla conoscenza delle culture altre, ma a partire dai bambini, dalle famiglie, dagli educatori di sezione, con una metodologia interattiva e di scambio continuo, partendo proprio dalla realtà del contesto multietnico della nostra scuola. I contenuti possono essere quelli già visti per l’educazione multiculturale, ma è la metodologia che cambia di segno: è un invito a mettersi in gioco, scavando non solo nelle nostre menti, ma anche nelle nostre emozioni.

    L’educazione interculturale non è una materia in più, ma un atteggiamento. In questo senso fare educazione interculturale è, da sempre, compito della scuola e degli insegnanti, è un impegno da assumere con consapevolezza per superare le differenze individuali e giungere, dove è possibile, ad una sintesi.

    L’insegnante è il mediatore interculturale in grado di creare momenti pedagogici capaci di andare oltre le reciproche differenze”. Graziella Favero,  da ://digilander.libero.it/scuolaacolori/

     

    L’ambiente così predisposto risulta perfettamente idoneo per l’integrazione di bambini stranieri offrendo loro la possibilità di vivere l’identità personale nel contesto sociale della classe e di condividere con il gruppo di coetanei e lo staff educativo riti, storie ed esperienze legate alla propria origine.

    “La Maisonnette”, pur avendo un indirizzo laico, rispetta ogni credo religioso, evidenziandone l’aspetto culturale. La scuola tende quindi a promuovere la conoscenza di riti e tradizioni di etnie, culture e religioni diverse, rappresentate dai bimbi che frequentano la scuola.

    Anche le festività del calendario cristiano sono vissute soprattutto come tradizione e commemorazione di episodi storici realmente avvenuti e dunque documentati, con l’obiettivo di sensibilizzare il bambino al valore sociale della comunità.

     

    3. L’ORGANIZZAZIONE
    3.1 Organizzazione della Scuola
     

    “La Maisonnette” è aperta da settembre a luglio, dalle ore 7.30 alle ore 18.30, tutti i giorni escluso il sabato. Può rimanere aperta anche nel mese di agosto. Rimangono aperte durante le vacanze di Natale e Pasqua, ma chiude per le festività nazionali (1° gennaio, 25 aprile, 1° maggio, 8 dicembre, 24 e 25 dicembre, ecc.) e cittadine.

    Obiettivo primario della scuola è quello di offrire un servizio di alto livello qualitativo e di grande valore sociale, per cui, accanto al servizio principale (l’istruzione), “La Maisonnette” offre tutta una serie di attività educative e ludiche dal taglio artistico-culturale, fondamentali per la formazione socio-educativa del bambino, senza trascurare l’attività sportiva, importante fin dai primi anni di vita per lo sviluppo fisico.

     

    3.2     Spazi e attività

    Corsi:

    • Corsi di pianoforte
    • Corsi di nuoto
    • Corsi di inglese
    • Corsi di francese
    • Corsi di Arabo
    • Corsi di spagnolo
    • Corsi di danza

     

    Servizi:

    • Laboratorio di Multicultura
    • Laboratori estivi
    • Laboratorio di pre-scolarizzazione per le classi di terza materna
    • Laboratorio Artistico
    • Laboratorio teatrale
    • Laboratorio musicale

     

    Spazi:

    • Aule
    • Atelier
    • Spazio Ninne
    • Mensa
    • Ufficio amministrativo
    • Giardino

     

    Le aule sono tutte suddivise in angoli strutturati. Gli spazi sono arredati con materiale didattico messo a disposizione dei bambini che ne possono usufruire liberamente per una durata più o meno lunga.

     

    3.3   Risorse umane professionali

    Presentando il quadro del personale che opera nelle sedi de “La Maisonnette” in campo gestionale ed educativo-didattico si fa riferimento a queste figure:

     

    • Direttore Educativo e Didattico;
    • Direttore Amministrativo;
    • Responsabile relazioni con il pubblico;
    • Coordinatore Didattico;
    • Educatori del Nido e insegnanti della Scuola dell’Infanzia;

    Collaborano con la scuola anche esperti: atelieristi, pediatri, psicologi e logopedisti.

     
     
     

     

      4. PROGETTAZIONE
    4.1     Il contesto educativo
     

    “L’organizzazione dell’ambiente – sfondo non è mai organizzazione di qualcosa di esterno e indipendente; è, in primo luogo, un mettersi in gioco, un agire su se stessi. Non è una mera manipolazione di ‘dati’; è sempre una costruzione di relazioni, di regole, di narrazioni (cioè di significati)”. Paolo Zanelli

     

    Il contesto educativo, in particolare, è un elemento centrale per la pedagogia istituzionale che considera la relazione educativa come situata nel qui ed ora di un gruppo classe.

    In una prospettiva educativa complessa, come vuole essere la pedagogia istituzionale, il contesto educativo è costituito, oltre che dagli elementi materiali della situazione (spazi, tempi, oggetti…), da individui (bambini ed educatori) e dalle loro interazioni.

    In questa prospettiva, l’organizzazione dell’ambiente educativo (spazi, tempi, materiali, ecc.) è sempre correlata ad un’organizzazione più complessiva del contesto educativo, che comprende anche le relazioni, i sistemi di regole e le narrazioni, con le quali le persone interpretano e stabilizzano i rapporti reciproci. In relazione all’organizzazione, in particolare, la pedagogia istituzionale ritiene di primaria importanza che gli educatori agiscano sugli elementi di sfondo al fine di sostenere i processi di auto-organizzazione cognitiva dei bambini. Questo può avvenire mediante un’adeguata strutturazione del contesto educativo che può essere realizzata attraverso una serie di strumenti organizzatori del contesto educativo che consentono di:

    • regolare le relazioni (regolatori)
    • organizzare le attività (organizzatori)
    • facilitare i compiti (facilitatori).

    Strumenti:

    • strumenti che mediano le relazioni fra i bambini, favorendo la regolazione delle dinamiche del gruppo classe, fra questi ad esempio, il momento dell’appello, al mattino, o il momento della conversazione giornaliera;
    • strumenti che favoriscono la partecipazione attiva e regolata del singolo alle attività e ai momenti di routine del gruppo classe e comprende una ricca fenomenologia di strumenti, fra i quali:
      • organizzatori della giornata (calendario, per esempio);
      • regolatori delle attività: si tratta, spesso, di contrassegni (di diversa forma e fattura) utilizzati per regolare l’accesso agli angoli o ad altri luoghi dell’ambiente scolastico;
    • strumenti pensati per il singolo bambino, che favoriscono la memoria di sé nel tempo e, pertanto, la costruzione dell’identità personale (ad esempio: scatole, tasche, album). Gli archivi personali possono, poi, essere affiancati da archivi collettivi. Questi si riferiscono all’attività non dei singoli, ma dell’intera sezione (o gruppo classe), sono legati alla memoria dei percorsi didattici pregressi e, nello stesso tempo, funzionano come organizzatori di nuovi percorsi.

     

    4.2     Lo Spazio/Gioco

    “L’ambiente permette l’acquisizione di molti significati e ciò attraverso tutti i sensi: visivo, uditivo e tattile“.

    Le nostre aule sono organizzate secondo angoli strutturati, ogni angolo offre diverse opportunità di gioco e di conoscenza.

    Strutturare le aule in angoli di gioco permette al bambino di riconoscersi in uno spazio, in una propria dimensione fisica.

    È nostro compito diffondere il valore del gioco, elencandone i vantaggi che i bambini ne traggono ed illustrando il naturale processo di apprendimento che se ne avvia.

    Durante il momento del gioco libero negli spazi strutturati il bambino sceglie l’attività che preferisce muovendosi con libertà nell’aula. In tal modo si favorisce lo sviluppo dell’autonomia: scegliere cosa fare, con chi giocare secondo i personali interessi e preferenze, scegliere quando iniziare e quando terminare un gioco, scegliere con quali oggetti giocare, usare simbolicamente e creativamente gli oggetti, inventare e immaginare situazioni fantastiche, comunicare con i compagni usando un linguaggio e un codice condiviso, senza la diretta interazione con l’educatore, sono tutte attività implicite nell’attività curricolare del gioco libero che si sviluppano in questi contesti e che non si sarebbero sviluppate in attività strutturate per grandi gruppi.

    Nel contesto dell’attività strutturata le competenze attivate sono diversificate e orientate ad un apprendimento specifico e stimolate dall’adulto di riferimento secondo la progettualità mensile per campi di esperienza.

    Gli angoli didattici rappresentano spazi specializzati attrezzati per la realizzazione di molteplici attività d’insegnamento/apprendimento. Essi si prestano prioritariamente a una fruizione per piccoli gruppi preferibilmente eterogenei, composti da bambini con diversi livelli di competenza. Si favorisce dunque la socializzazione per piccolo gruppo, che permette la conoscenza più approfondita tra due/quattro bambini; si svilupperà così una socializzazione spontanea che si differenzia da quella di grande gruppo definito dall’educatore nei momenti di attività strutturata. L’educatrice in questi momenti sarà accanto a loro per aiutarli soltanto nel caso in cui lo richiedessero e si preoccuperà di strutturare un’osservazione sistematica individuale o di gruppo della situazione di gioco, tale da evidenziare stili diversi da bambino a bambino ed intervenire nelle difficoltà, se opportuno.

    Gli spazi sono arredati con materiale didattico messo a disposizione dei bambini, che ne possono usufruire liberamente per una durata più o meno lunga.

    E’ importante valorizzare all’interno del gioco l’uso di strumenti e materiali che siano di semplice sussidio ad esso e pronti a plasmarsi secondo l’originalità di ognuno. I materiali a disposizione hanno una connotazione standard per quel che riguarda giocattoli ad uso simbolico o strutturato (bambole, macchinine, animali, dinette, puzzle, blocchi logici, incastri, costruzioni, strumenti musicali, marionette, libri, strumenti per la scrittura, pennarelli, matite, penne, tempere, ecc), cui però vanno sempre aggiunti materiali non strutturati che permettono lo sviluppo del pensiero divergente e della creatività (elementi naturali di riciclo quali legno, paglia, ecc; contenitori di diversa grandezza e di diverso materiale, accessori per i travestimenti, materiali scientifici quali lenti di ingrandimento, calamite, torce; piccola utensileria, riviste e giornali). Gli spazi sono riconoscibili da etichette apposte nelle vicinanze che ne illustrano la possibilità di gioco, l’immagine è corredata da una nomenclatura redatta nelle tre lingue e usando sempre il triplice codice dei colori dello stile “La Maisonnette”. Nelle etichette possono essere aggiunti anche tanti puntini-pallini quanti sono i bambini che possono usufruire di quell’angolo, il rapporto bambini/spazio è infatti una variabile importante, un luogo dedicato e funzionale che permette ampiezza di movimento è la condizione necessaria della fruizione libera e autonoma dello spazio-gioco.

     

    Vivere il giro degli angoli è di particolare importanza nei primi mesi di scuola, soprattutto per i bambini nuovi e per quelli che provengono da altri gruppi-classe.

    Parte del nostro progetto di inizio anno è sempre dedicato al giro degli angoli perché solo dopo aver riscoperto o conosciuto spazi e materiali che hanno a disposizione, i bambini possono giocare liberamente.

    Alla scoperta di ogni angolo sono associate attività inerenti: insieme scopriamo l’angolo cucina, l’angolo macchinine, l’angolo animali, i vari angoli lettura, l’angolo travestimenti, l’angolo chiacchiere, l’angolo dei ricordi, l’angolo multiculturale, l’angolo dei giochi da tavola, della musica, l’angolo logico-matematico e scientifico, l’angolo grafico-pittorico e così via. Anche lo spazio esterno rappresenta uno spazio di gioco; il giardino, fornito di giochi per la sabbia, altalene, scivolo ecc., deve essere tenuto sempre in ordine e si può usufruire per le attività didattiche (giardinaggio, orto, ecc.).

    La conoscenza e il rispetto delle regole che ci sono negli Angoli Strutturati ha una grande importanza così come la loro trasmissione ai bambini.

    Attraverso esempi pratici, drammatizzazioni, disegni esplicativi, le educatrici condividono la determinazione delle regole insieme ai bambini e costruiscono il Cartellone delle Regole, che prevede la trascrizione delle regole con vignette e testi nelle tre lingue e nei tre colori.

     

    4.3 Una scuola in ascolto

    “Quando un bambino si sente ascoltato, impara a sua volta ad ascoltare. Dovevamo imparare ad ascoltare i bambini, che hanno un loro mondo di pensieri, una loro capacità di elaborare esperienze e di parlarne, di fare teorie, ed è importante non solo ascoltarli, ma far loro capire quanta rilevanza noi attribuiamo al loro pensiero e al modo in cui lo esprimono e lo mettono in comunicazione con gli altri”. Ludovica Muntoni

     

    Nella scuola in ascolto l’educatore promuove l’apprendimento, che non è sinonimo di insegnamento. L’educatore è co-attore, attore e regista della scena educativa insieme ai bambini, è propositivo ma attendista: suggerisce interventi didattici stimolanti, stimola dei suggerimenti minimi ed efficaci, sa accogliere i propri errori.

     

    L’educatore

    • osserva, ascolta, è discreto e cortese, ha rispetto per i processi e gli interessi di ogni bambino.
    • accoglie eventi imprevisti, sollecitazioni estemporanee, stimoli inattesi, accadimenti fortuiti.
    • non corregge, non giudica, cerca di capire.

    L’educatore è leggero, cioè sa divertirsi nell’osservare sia ciò che muove il pensiero dei bambini, sia ciò che li spinge ad agire, sa osservare il proprio ruolo, i propri comportamenti mossi da elementi cognitivi e da spinte e limitazioni che poggiano, come quelli dei bambini, sulla dimensione emozionale della personalità.

    L’educatore è un adulto discreto che segue con la coda dell’occhio, che non perde il controllo delle situazioni, che è pronto ad intervenire se c’è bisogno, che garantisce lo svolgimento dei progetti e che non sembra entrare in ansia quando i bambini-dopo una lunga attività non hanno prodotto niente di tangibile.

     

    L’educatore che ascolta:

    • è consapevole che se il bambino è portatore di teorie, interpretazioni e domande il verbo che guida l’azione educativa non è parlare, spiegare, trasmettere ma ascoltare;
    • è disponibile all’altro e a quanto ha da dire, sa che l’ascolto dei cento e più linguaggi, non solo è registrazione ma interpretazione del messaggio: quest’ultimo acquista senso e significato nel momento in cui chi ascolta lo accoglie e lo valorizza;
    • non si sottrae al suo ruolo ma lo rivisita, cercando di trasformarsi da trasmettitore a co-creatore di sapere e di cultura, accettando con piena consapevolezza la vulnerabilità del proprio ruolo insieme ai dubbi, errori, stupori e curiosità;
    • crea un contesto favorevole in cui le curiosità, le teorie e le ricerche dei bambini possano sentirsi legittimate e ascoltate, un contesto in cui i bambini si sentano bene, motivati e stimati nei loro percorsi e processi esistenziali e conoscitivi;
    • crea un contesto in cui il benessere è il tratto dominante, un contesto di ascolti plurimi ma pieno di emozioni, di eccitazioni;
    • sa che uno dei primi compiti è di aiutare il bambino ad apprendere ad apprendere favorendone la naturale predisposizione alla relazione ed alla conseguente co-struttività cognitiva.
    •  

    In collaborazione con le colleghe, l’educatore:

    • stila una programmazione educativa e una programmazione didattica in linea con i nuovi orientamenti/indicazioni per la scuola dell’infanzia e con le nuove sperimentazioni in atto in altre realtà per le sezioni di nido, progetto cui fa riferimento durante l’intero anno scolastico, adattandolo tuttavia alla situazione effettivamente vissuta, alle caratteristiche ed ai bisogni degli utenti;
    • gestisce autonomamente l’aula e la classe, preparando spazi, materiali e momenti che facilitano lo sviluppo dell’autonomia del bambino, che predispongono alla socializzazione e che prevedono situazioni di stimolazione dello sviluppo di competenze e di orizzonti nuovi ed originali;
    • si relaziona con la famiglia in termini di accoglienza e disponibilità alla collaborazione, predisponendo i due principali sistemi educativi che ruotano intorno al bambino in una situazione di confronto e cooperazione per la crescita armoniosa dello stesso.

    Le educatrici partecipano alla definizione e realizzazione dei miglioramenti della scuola in quanto portatrici dell’ottica, delle esigenze, delle priorità e delle competenze legate al proprio specifico ruolo.

     

    4.4   Corsi di formazione permanente per educatori

    L’aggiornamento permanente, inteso come costruzione della propria professionalità, caratterizza la formazione di un personale idoneo all’azione educativa de “La Maisonnette”.

    L’aggiornamento è rivolto alle educatrici, alle assistenti, al coordinatore didattico e al direttore in servizio. L’esigenza di aggiornamento nasce dal bisogno di continua definizione di piani di lavoro con i bambini, di evoluzione dell’identità della scuola, di sviluppo delle capacità relazionali interpersonali. Il modello scelto a “La Maisonnette” è quello della formazione permanente, di un aggiornamento continuo nel tempo, che interessa la collegialità e mantiene costantemente il rapporto tra teoria e pratica dell’azione formativa.

    L’aggiornamento rappresenta un’esperienza di sostegno all’attività della scuola e si realizza attraverso operazioni di ricerca, documentazione e riflessione sui fatti educativi; produce un sapere che poi è reinvestito nella progettazione dei nuovi fatti educativi; produce acquisizioni immediatamente convertibili in operatività.

    L’aggiornamento ridefinisce il fare sulla base di altri punti di vista e lo trasforma in un sapere condivisibile nel collettivo, nel gruppo.

    I corsi sono tenuti da specialisti del settore scelto (psicologi, pedagogisti, medici artisti, ecc.).

     

    4.5 Il Tempo/Scuola

    Una giornata equilibrata a scuola è scandita su tre tempi, come un valzer: le attività programmate, le routine, il gioco libero.

    Le attività programmate, le routine, il gioco libero sono tempi diversi e complementari tra loro. Tutti e tra sono importanti, anzi indispensabili.

    Occuparsi della giornata intera non significa diventare “padroni” di tutti i momenti; significa, invece, diventare consapevoli del loro valore educativo. Significa pensarli e organizzarli affinché i bambini possano sperimentare in pieno e vivere bene la danza del tempo.

    Nel gioco libero i bambini si orientano negli spazi strutturati a loro piacimento oppure inventano giochi nuovi negli spazi già esistenti. Valorizzare il gioco libero non significa abbandonare i bambini a sé stessi. Dietro ai giochi liberi riusciti c’è una regia educativa meditata.

    Perché l’ozio dei bambini sia fecondo, l’adulto deve creare un contesto adeguato:

    • un tempo disteso
    • un ambiente raccolto
    • piccoli gruppi autogestibili
    • materiali non strutturati

    Nell’attività programmata i bambini sono stimolati all’acquisizione dei concetti attraverso attività diverse (psicomotorie, grafico-pittoriche, musicali, logiche e verbali), programmate all’educatrice, sempre sull’interesse dei bambini.

    Nelle routine i bambini sono invitati a vivere la vita quotidiana sviluppando la propria autonomia.

     

    Strutturazione di una giornata “tipo”

        
     

    UNA GIORNATA AL NIDO

    • Accoglienza e gioco negli angoli strutturati
    • Merenda, rito dell’appello, canzoncine, filastrocche e storie nelle tre lingue
    • Attività ed esperienze plurisensoriali nelle tre lingue per piccolo gruppo
    • Ricreazione – giochi liberi e di gruppo in giardino
    • Cambio dei pannolini e riunione sul tappeto (narrazione di fiabe, drammatizzazione di storie, giochi di psicomotricità)
    • Pranzo e pulizia personale prima del riposo
    • Riposo nell’aula attrezzata
    • Risveglio, gioco libero, canzoncine, piccole attività strutturate in aula o in giardino
    • Merenda, cambio e preparazione per la partenza
    • Organizzazioni di piccoli giochi di gruppo per i bimbi che rimangono fino a tardi

     

     

    UNA GIORNATA NELLA SCUOLA DELL’INFANZIA

    • Accoglienza e gioco negli angoli strutturati
    • Merenda, appello, canzoncine, filastrocche e storie nelle tre lingue
    • Riunione sul tappeto per decidere la strutturazione della giornata
    • Conversazione e attività strutturata nelle tre lingue
    • Ricreazione in giardino
    • Preparazione dell’aula per il pranzo, pranzo e pulizia personale prima del riposo
    • Ricreazione in giardino
    • Riposo nell’aula attrezzata per i 3enni
    • Conversazione e attività strutturata nelle tre lingue
    • Merenda e attività di gioco libero
    • Organizzazione di laboratori per i bambini che rimangono fino a tardi

     

    4.6 Le Routine

    “Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice”. Il piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupéry

     

     Le routine costituiscono una serie di momenti che si ripetono nell’arco della giornata in maniera costante e ricorrente. Prevalentemente legate al soddisfacimento dei bisogni fisiologici del bambino, costituiscono un notevole elemento di orientamento rispetto ai tempi e al succedersi delle diverse situazioni nella giornata. La ripetitività dà sicurezza e aiuta i bambini a comprendere la realtà che li circonda: il ripetersi dei momenti di routine va visto quindi come condizione di rafforzamento delle abilità cognitive e comportamentali sollecitate.

    Il Cambio

    Il momento del cambio, o della cura di sé alla materna, è uno dei momenti che si ripete di più nella giornata scolastica. Durante questo momento il bambino prova piacere nel sentirsi curato e accudito e attraverso gli scambi, i dialoghi e gli sguardi con l’educatore si creano un’interazione e un legame molto forti.

    Il Pranzo

    Il pasto a scuola deve essere considerato un’occasione, un’esperienza educativa: nei momenti dedicati al cibo gli atteggiamenti individuali e le abitudini personali vengono infatti composti all’interno di una dimensione sociale che soddisfa bisogni fisiologici e istanze sociali. Ogni bambino va educato a conoscere il cibo e, pur sperimentando alimenti diversi, a riconoscere i propri gusti e ad accettare eventuali limitazioni.

    La Ninna

    Il passaggio dalla veglia al sonno e il risveglio sono momenti delicati per molti bambini. Addormentarsi significa abbandonare una situazione conosciuta, rassicurante e interessante per un’altra, della quale non si ha una percezione chiara e che mantiene quindi aspetti di incertezza. Canzoni e musiche di sottofondo per aiutare a rilassarsi, parole e comportamenti che tranquillizzano e comunicano gentilezza sono le basi per facilitare ai bambini l’abbandono necessario al prendere sonno.

     

    4.7 Il gioco libero negli Spazi Strutturati

    “L’uomo è veramente tale soltanto quando gioca”. Friedrich Schiller

     

    Nella scansione della nostra giornata sono sempre previsti momenti riservati esclusivamente all’attività di gioco libero negli spazi strutturati.

    Condividendo l’opinione di diversi studiosi (tra cui Stone ed Elkind) e seguendo le indicazioni del Ministero della Pubblica Istruzione (D.M. del 3 giugno 1991, gli “Orientamenti dell’attività educativa per la Scuola Materna statale”), “La Maisonnette” pone in primo piano il gioco come elemento indispensabile nello sviluppo del bambino. E’ attraverso l’attività ludica che avviene un naturale processo di apprendimento e di sviluppo fisico, emotivo ed intellettuale. Il gioco è parte integrante del curricolo di classe ed è l’elemento più curato nella nostra pratica educativa; far giocare i bambini non significa quindi soltanto proporre situazioni educative divertenti, ma, soprattutto, offrire ai bambini la possibilità di poter manipolare la realtà per vedere ‘che succede se…’, di fargli formulare ipotesi, di scoprire nuove soluzioni. Aprirsi al gioco e agli altri significa anche sviluppo di creatività, intesa come capacità di agire attivamente nei confronti della realtà che ci circonda. Il gioco permette infatti di sviluppare il pensiero divergente: giocando si cercano e si trovano soluzioni ai problemi che si incontrano e si può esprimere liberamente e naturalmente la propria creatività. La creatività ha un’importanza radicale per la conservazione della curiosità e del senso del fantastico del bambino. Creatività e gioco sono elementi fondanti per la salute psicologica dell’uomo.

     

    4.8 La Cultura del libro

    A “La Maisonnette” abbiamo…il vizio di leggere.

    La nostra scuola, attraverso la propria opera educativa e pedagogica, si propone di stimolare la capacità di usare il libro come strumento per conoscere il mondo, per conquistare la realtà e per crescere.

    L’essere inseriti in un ambiente ricco di stimoli rispetto alla lettura è uno dei migliori predittori per i successivi apprendimenti, per cui la nostra scuola non lascia al caso l’incontro dei piccoli lettori con i libri, ma si preoccupa di sollecitare, favorire e stimolare i primi contatti con questo mondo fantastico.

    L’angolo biblioteca nelle aule è uno spazio di conoscenza, ma anche di magia, di comunicazione, di ascolto, di piacere condiviso da educatori e bambini, uno spazio organizzato per stimolare autonomia e indipendenza nella scelta dei tempi e dei modi. E’ pensato a misura di bambino con materiale scritto e figurativo di vario genere (libri cartonati, giornali per bambini, album di fotografie, libri con copertina rigida e morbida, libri minuscoli e grandi, tattili, in plastica lavabile, e fumetti e libri di ricerca).

    Il bambino è libero di utilizzarli nel modo più soddisfacente, individualmente o con la mediazione di un adulto competente.

     

    Nati Per Leggere

    Un progetto per la promozione della lettura ad alta voce a bambini dai 6 mesi di età.

    “La Maisonnette”, nell’ambito della promozione del Libro, aderisce al progetto Nati per Leggere.

    L’Associazione Culturale Pediatri è un’Associazione che raccoglie tremila pediatri con fini esclusivamente culturali. L’Associazione Italiana Biblioteche associa oltre quattromila tra bibliotecari, documentaristi e gestori di servizi di informazione di ogni settore disciplinare.

    Queste due associazioni, entrambe operanti su base volontaria e senza fini di lucro, hanno avviato a livello nazionale il progetto chiamato Nati Per Leggere (NPL), sulla base della condivisione di alcuni obiettivi di promozione della persona umana attraverso le opportunità offerte dalla pratica della lettura fin dalla prima età. Il coordinamento del progetto è affidato al Centro per la Salute del Bambino – ONLUS per la formazione, ricerca e servizi per la maternità, infanzia, adolescenza, con sede a Trieste, Napoli e Palermo. All’iniziativa possono aderire in vari modi tutte le persone, gli Enti, le organizzazioni che ne condividano gli intenti.

    Il progetto NPL è figlio di iniziative consimili che sono in atto in USA dall’inizio degli anni Novanta, e che sono sostenute da apposite fondazioni; le esperienze più significative sono “Born to read” e “Reach out and read”. Alle loro spalle stanno ricerche molto recenti che dimostrano come il leggere ad alta voce, con una certa continuità, ai bambini dell’età prescolare abbia una profonda influenza sia sul lato relazionale (diventa più stretto il legame intrafamiliare), che cognitivo (diventa più precoce l’abilità alla lettura e più raffinata la comprensione del linguaggio); per di più si consolida nel bambino l’abitudine a leggere che si protrae, poi, nelle età successive. Nel mese di luglio 2002 al progetto Nati per Leggere è stato accordato il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

     

    4.9   L’inserimento – l’ambientamento

    “Non insegnare mai ad un bambino niente che non possa apprendere da solo”. Loris Malaguzzi

     Nonostante l’inserimento sia un evento essenzialmente non programmabile, in cui è indispensabile essere sensibili alle esigenze specifiche e ai tempi di ciascun bambino, è possibile progettarlo adeguatamente, proponendo delle linee di orientamento che rendano chiaro e visibile a voi genitori il nostro intento pedagogico, garantendo un’integrazione serena e progressiva del bambino nella scuola.

    Bisogna considerare che l’inserimento, delicato momento di transizione, necessita di prudenza e progressività, ma anche di decisione e di chiarezza per adulti e bambini: non si possono dunque accettare integrazioni dubitative (solo per provare…) che nascondono al loro interno la previsione di un insuccesso reso, in tal modo, inevitabile. La funzione dell’inserimento è quella di aiutare il bambino a familiarizzare con il nuovo specifico ambiente, ad accettare il rapporto con nuove figure adulte al suo interno e riuscire a comprendere che il genitore se ne va, ma poi ritorna. L’inserimento è “progettato” in funzione della coppia madre/bambino in relazione all’educatrice: non si tratta dunque di una relazione a due (educatrice/bambino, mamma/bambino, educatrice/mamma), ma a tre: adulti e bambino sono reciprocamente coinvolti, in gioco e ciascuno conosce e si fa conoscere. Risorsa importante per la riuscita dell’inserimento è una funzionale organizzazione dei tempi di presenza a scuola di voi genitori e bambini insieme e, successivamente, del bambino da solo. Ricordiamo comunque di non confondere mai la fatica che si compie nel crescere, nell’affrontare le novità, con il trauma della separazione che è raro e ben altra cosa; per far crescere la relazione è necessario (se si verifica) abituare il bambino alla frustrazione iniziale del temporaneo distacco, per poi permettergli di vivere l’entusiasmo della progressiva autonomia.

    Partecipazione attenta e comprensione empatica caratterizzano il momento dell’inserimento, il cui felice esito è di importanza cruciale per lo scorrere dell’intero anno scolastico.

     
      
    4.10   La progettazione didattica nella Scuola dell’Infanzia

    Le Indicazioni Nazionali per la scuola dell’infanzia emanate nel 2004 dal ministero della Pubblica Istruzione costituiscono il quadro di riferimento per la progettazione curricolare affidata alle scuole. Sono un testo aperto, che la comunità professionale è chiamata ad assumere e contestualizzare, elaborando specifiche scelte relative a contenuti, metodi, organizzazione e valutazione.

    Ogni scuola predispone il curricolo, all’interno del piano dell’offerta formativa, nel rispetto delle finalità, dei traguardi per lo sviluppo delle competenze, degli obiettivi di apprendimento posti dalle indicazioni. Il curricolo si articola attraverso i campi di esperienza nella scuola dell’infanzia e attraverso le discipline nella scuola del primo ciclo.

    I campi di esperienza sono luoghi del fare e dell’agire del bambino orientati dall’azione consapevole degli insegnanti e introducono ai sistemi simbolico-culturali.

    Gli educatori accolgono, valorizzano ed estendono le curiosità, le esplorazioni, le proposte dei bambini e creano occasioni e progetti di apprendimento per favorire l’organizzazione di ciò che i bambini vanno scoprendo.

    L’esperienza diretta, il gioco, il procedere per tentativi ed errori permettono al bambino, adeguatamente seguito, di approfondire e sistematizzare gli apprendimenti e di avviare processi di simbolizzazione e formalizzazione.

    Pur nell’approccio globale che caratterizza la scuola dell’infanzia, gli educatori individuano, dietro ai vari campi di esperienza, il delinearsi dei saperi disciplinari e dei loro alfabeti. In particolare nella scuola dell’infanzia i traguardi per lo sviluppo della competenza suggeriscono all’educatore orientamenti, attenzioni e responsabilità nel creare occasioni e possibilità di esperienze volte a favorire lo sviluppo della competenza, che a questa età va inteso in modo globale e unitario.

     

    I campi di esperienza nella Scuola dell’Infanzia

    •  Il Sé e l’altro
    • Il Corpo in movimento 
    • Discorsi e parole
    • Linguaggi, creatività, espressione
    • La conoscenza del mondo.
     
    4.11 Educazione civica alla Scuola dell’Infanzia. Nuclei concettuali: Costituzione, Sviluppo sostenibile e Cittadinanza digitale

    In riferimento alle Linee Guida, adottate in applicazione della legge 20 agosto 2019, n. 92 recante “Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica”, la Maisonnette aggiorna la propria offerta formativa e avvia iniziative di sensibilizzazione alla cittadinanza responsabile. “Tutti i campi di esperienza individuati dalle Indicazioni nazionali per il curricolo concorrono, unitamente e distintamente, al graduale sviluppo della consapevolezza della identità personale, della percezione di quelle altrui, delle affinità e differenze che contraddistinguono tutte le persone, della progressiva maturazione del rispetto di sé e degli altri, della salute, del benessere, della prima conoscenza dei fenomeni culturali”.

    Il costante approccio concreto, attivo e operativo all’apprendimento potrà essere finalizzato anche alla inizializzazione virtuosa ai dispositivi tecnologici, rispetto ai quali gli insegnanti potranno richiamare i comportamenti positivi e i rischi connessi all’utilizzo, con l’opportuna progressione in ragione dell’età e dell’esperienza. Secondo il testo di legge i Centri educativi dedicano all’educazione civica un numero non inferiore a 33 ore per ciascun anno scolastico. Nel rispetto dell’autonomia organizzativa e didattica di ogni Centro, le Linee guida si sviluppano intorno a tre nuclei concettuali:

    • Costituzione (concetti di regole comuni, convivenza, codice della strada, la conoscenza dell’Inno e della bandiera nazionale). Nel pieno riconoscimento della mission dell’educazione interculturale tali concetti sono estesi a tutte le culture presenti nella comunità educante;
    • Sviluppo sostenibile (sensibilizzazione all’educazione alla salute, alla tutela dell’ambiente, al rispetto per gli animali e i beni comuni);
    • Cittadinanza digitale. Il costante approccio concreto, attivo e operativo all’apprendimento è finalizzato alla inizializzazione virtuosa ai dispositivi tecnologici e allo sviluppo del pensiero computazionale (Coding), con l’opportuna progressione in ragione dell’età e dell’esperienza.

    – Coding: sviluppo del pensiero computazionale nella Scuola dell’Infanzia. Già a partire dall’anno scolastico 2019-2020, in risposta alla Circolare del Miur, prot. n. 9759 del 08 ottobre 2015, “La Maisonnette” ha integrato la propria offerta formativa inserendo nelle attività curriculari della scuola il Laboratorio di Coding.

    4.11.a Il Coding: sviluppo del pensiero computazionale nella Scuola dell’Infanzia

    Nella scuola dell’infanzia il gioco rappresenta un aspetto fondante dell’azione educativa. Come affermano le Indicazioni Nazionali per il curricolo della Scuola dell’Infanzia e del primo ciclo di istruzione: “Con il gioco i bambini si esprimono, raccontano, interpretano e combinano in modo creativo le esperienze soggettive e sociali”. Ed è proprio alla creatività che si collega l’uso delle tecnologie anche nella scuola dell’infanzia. Qui, “in un ambiente capace di promuovere le potenzialità dei bambini fra tre e sei anni, pronti ad incontrare e sperimentare nuovi linguaggi, essi osservano ed elaborano le prime ipotesi sulle cose, sugli eventi, sul corpo, sulle relazioni, sulla lingua, sui diversi sistemi simbolici e sui media, dei quali spesso già fruiscono. La codifica dei diversi linguaggi è alla base dell’azione educativa. L’utilizzo dei primi simboli permette ai bambini un approccio logico alla realtà”. Il coding aiuta i più piccoli a pensare meglio e in modo creativo, stimola la loro curiosità attraverso quello che apparentemente può sembrare solo un gioco. Consente di imparare le basi della programmazione informatica, insegna a “dialogare” con il computer, a impartire alla macchina comandi in modo semplice e intuitivo. L’obiettivo non è formare una generazione di futuri programmatori, ma educare i più piccoli al pensiero computazionale, che è la capacità di risolvere problemi – anche complessi – applicando la logica, ragionando passo passo sulla strategia migliore per arrivare alla soluzione. Fare coding significa mettere i bambini in condizione di eseguire o inventare una serie di istruzioni in sequenza per raggiungere un obiettivo; in altre parole è costruire, risolvere, ragionare… è sviluppare il pensiero computazionale. Attraverso attività divertenti e coinvolgenti di coding, i bambini, ricorrendo anche a simpatici robot quali BeeBot, in un clima di condivisione e collaborazione, maturano e consolidano alcune abilità di base proprie della scuola dell’infanzia come l’orientamento nello spazio, la lateralità, la creatività, il pensiero logico-deduttivo, il pensiero computazionale dando avvio allo sviluppo di competenze digitali.

    Il Coding all’Infanzia consente di:

    • apprendere i principi base del pensiero computazionale;
    • acquisire competenze logiche e di problem-solving;
    • sviluppare competenza collaborativa;
    • imparare facendo;
    • comprendere l’importanza dell’errore e dell’iterazione;
    • acquisire competenze documentative e critico-riflessive;
    • risolvere problemi.
     
    4.12 La Progettazione didattica al Nido

    Le Indicazioni per la scuola dell’infanzia individuano e definiscono, all’interno degli ambiti del fare e dell’agire del bambino, alcuni campi di esperienza; per analogia e con le opportune differenziazioni, è possibile pensare ad una classificazione di campi di esperienza anche per il nido, per avere riferimenti definiti con cui confrontarsi.

    Per facilitare l’organizzazione delle attività e delle esperienze per ogni campo di esperienza vengono presentate conoscenze e obiettivi distinti per fasce di età. Questa suddivisione svolge naturalmente una funzione puramente indicativa in quanto ciascun bambino reagisce e rielabora in modo proprio la varietà di stimoli e proposte che gli vengono offerte.

    I campi di esperienza al nido

     La percezione e il movimento

    • L’ambiente e la società
    • Il gesto, l’immagine e la parola
    • I problemi, le prove e le soluzioni
    • L’identità e la socialità – Il sé e l’altro
     
      
     
      
    4.13   Verifica e valutazione

    Valutare a “La Maisonnette” significa auto-valutare l’opportunità educativa che il nostro contesto offre al bambino e valutare formativamente il processo che sta attuando il singolo bambino nella formazione della personalità, nella strutturazione dell’identità, nello stile di apprendimento che sta attuando.

    Gli Orientamenti dell’attività educativa per la Scuola Materna statale emanati dal ministero della Pubblica Istruzione sottolineano la necessità di valutare le capacità del bambino nel contesto e nel rispetto dei suoi stili, dei suoi modi e tempi di apprendimento e sottolineano l’importanza dell’osservazione, occasionale o sistematica, come strumento prezioso di “monitoraggio” dei vari aspetti del processo educativo.

    Valutare la qualità dell’offerta formativa, del progetto educativo in corso, fa parte di un processo circolare che prevede la valutazione per una riprogettazione continua, verificata attraverso l’osservazione.

    Caratteristica di questa nuova concezione di valutazione nella scuola dell’infanzia (ma vale anche per il nostro nido) è la pratica della descrizione: descrivere e non più misurare, perché come si legge nei Nuovi Orientamenti, i livelli raggiunti da ciascuno richiedono di essere osservati e compresi, più che misurati e giudicati; il compito della scuola è quello di identificare i processi da promuovere, sostenere e rafforzare per consentire ad ogni bambino di realizzarsi nel massimo grado possibile e gli strumenti metodologici usati saranno di tipo qualitativo e non quantitativo.

    L’insegnante che opera in questo contesto è un adulto attento ai bisogni di relazione dei bambini, impegnato ad organizzare situazioni di apprendimento e capace di riequilibrare i propri interventi in base alla qualità delle risposte che osserva.

    La verifica in tale contesto assume il compito di rilevare quegli elementi obiettivi, a cui in un secondo tempo la valutazione attribuirà un valore. I bambini stessi potranno, attraverso la documentazione, la ricostruzione e la rievocazione dei percorsi e delle proprie conquiste conoscitive, attuare un processo di autovalutazione, tramite cui si sviluppa la consapevolezza delle proprie capacità in crescita, della pluralità di linguaggi che sa usare.

    Valutare significa valutare i progressi, avendo come riferimento lo sviluppo personale: osservare la situazione iniziale individuale e quindi annotare i cambiamenti.

    L’osservazione si pone come strumento di lavoro utile all’educatore per migliorare la propria capacità di comprensione e valutazione del comportamento infantile, per meglio programmare il proprio intervento educativo.

    La scelta teorica che influisce sull’osservazione fa riferimento alla teoria diadica della competenza, si osserva il bambino e l’adulto nel contesto, il bambino nella sua globalità, nel suo dinamismo, ma si osserva anche l’interazione tra adulto e bambino.

     

    4.14 LEAD: Legami Educativi A Distanza

    In caso di impossibilità di erogazione della didattica frontale in classe dovuto ad un periodo di chiusura straordinaria ed imprevedibile della struttura più lungo di una settimana il personale educativo attiva un nuovo canale di comunicazione con le famiglie e i bambini: LEAD – LEGAMI EDUCATIVI A DISTANZA.

    L’obiettivo è mantenere un legame educativo tra insegnanti e bambini, insegnanti e genitori. I LEAD si costruiscono in un ambiente virtuale, è voler essere presenti anche se a distanza, oggi possibile dalla tecnologia. L’ambiente virtuale è intangibile, non ha confini, non si può esplorare con il corpo e il movimento, non consente il contatto fisico, l’abbraccio, la coccola, gesti essenziali in misura inversamente proporzionale all’età dei bambini, ma ha potenzialità diverse, che sfruttano soprattutto i canali visivo e uditivo, e può offrire stimoli per esplorare l’ambiente fisico attraverso gli altri sensi, e, al pari di qualsiasi altro ambiente, ha delle regole di comportamento. Il passaggio temporaneo dalla relazione in presenza ai legami educativi a distanza richiede una rinegoziazione del rapporto tra educatrici e genitori.

    L’attivazione dei LEAD richiama necessariamente il Patto educativo tra scuola e genitori con i quali si rinegozia un tempo e uno spazio di condivisione: i bambini hanno bisogno di concretezza, di immediatezza, di scambio. Hanno bisogno di realtà, di sapere che la maestra è lì per loro, che i compagni ci sono ancora. La programmazione delle attività tiene conto della relazione con il singolo bambino o gruppetto di bambini, dello spazio fisico e dei materiali che i piccoli hanno a disposizione a casa. I LEAD non possono e non devono mirare alla performance, intesa come esecuzione corretta di compiti, allenamento di abilità, sequenze di istruzioni realizzate con precisione, ma all’educazione e all’apprendimento profondo, inteso come sviluppo di identità, autonomia, competenza e cittadinanza. Particolare attenzione va riservata alla ricostruzione dei legami. È obiettivo delle educatrici avere feedback dai bambini sulle esperienze compiute e sulle conquiste individuali. Il bambino si racconta, accoglie le proposte, si mette in gioco, entra nel legame a distanza. L’educatore restituisce un’immagine di persona che sta crescendo e sviluppa competenze, che sa affrontare compiti nuovi in una modalità inedita, che sa far fruttare questo tempo di distanza. Gli apprendimenti che i bambini realizzeranno con i LEAD sono diversi da quelli acquisiti in presenza, ma non per questo meno importanti e significativi. La continuità di senso che consente ai bambini di costruire il significato delle sue azioni, di fare previsioni e di essere attivo e propositivo è il filo invisibile che fa la differenza.

    Di seguito si riportano a titolo esemplificativo alcune esperienze di gioco e di attività che è possibile attuare a distanza:

    • Sviluppo della motricità fine (es: ritagli);
    • Attività quotidiane montessoriane;
    • Pregrafismo;
    • Abilità logico-matematiche attraverso giochi su carta, contenenti prime addizioni, disegni indicanti la posizione spaziale degli oggetti rappresentati;
    • Lavori sui racconti con rielaborazione della storia attraverso rappresentazioni grafiche della trama
    • Canzoni, filastrocche, letture di albi illustrati;
    • Narrazione di storie, a braccio oppure tramite la lettura di un libro, con o senza condivisione di immagini;
    • Giochi di ruolo attraverso il teatrino;
    • Caccia al tesoro guidata in casa (es. cercare oggetto di un certo colore, di una certa forma, di certe dimensioni);
    • Esperienze di confronto, riordino, seriazione, conto degli oggetti;
    • Indovinelli sonori, rime, giochi linguistici;
    • Percorsi motori e attività di coding;
    • Produzione di ritmi e melodie con oggetti domestici (es. pentole e coperchi, scatole e cartoni), con parti del corpo e con la voce;
    • Esperienze di manipolazione e trasformazione (es. semplici ricette), costruzione di oggetti con materiali di riciclo;
    • Esperienze scientifiche (es. evaporazione dell’acqua mentre si cuoce la pasta, condensazione sui vetri freschi, solidificazione in freezer).
    • Video da parte della cuoca seguendo le ricette della scuola;
    • Esperienze di giardinaggio (anche in balcone);
    • Condivisione di video di Arte;
    • Ricerche fotografiche;
    • Laboratori extra-curriculari (Danza, Teatro, …)
    • Mantenimento dei prerequisiti alla scuola primaria;
    • Letture di Albi illustrati da parte degli ex-allievi;
    • Selezione di video scientifici per la condivisione contestualizzata;
    • Attività sullo schema corporeo;

    Di seguito si riportano anche a titolo esemplificativo alcune esperienze di condivisione con la famiglia:

    • Rispetto degli appuntamenti calendarizzati come Festa del Libro;
    • Caccia alle uova, Festa del Libro;
    • Festeggiamento dei compleanni;
    • Riunioni virtuali con i genitori;
    • Possibilità di colloqui singoli.

    I LEAD non sono intrattenimento ma un modo diverso di portare avanti il progetto pedagogico; per questo il personale educativo prevede forme snelle e utili di documentazione e di valutazione (intesa nella sua accezione formativa di valorizzazione e priva di qualunque pretesa giudicante) degli apprendimenti, delle conquiste, dei progressi dei bambini durante il periodo di scuola a distanza. Documentare e condividere un’esperienza di gioco, la preparazione di una ricetta, la semina nell’orto, l’addio al ciuccio, significa riconoscere che ogni giorno ci può essere una nuova conquista, che i successi vanno celebrati e condivisi, che “quello che ero ieri non è più quello che sono oggi e non è ancora quello che sarò domani”.

     

    4.15 La continuità interna nido-scuola dell’infanzia

    A “La Maisonnette” la continuità tra il nido e la scuola dell’infanzia fa parte del progetto educativo della scuola e non si distingue con l’occasionalità di un evento straordinario.

    Lavorare in continuità significa prevedere all’interno della progettazione annuale dei momenti che facilitano il passaggio dei bambini dalla sezione dei più grandi del nido alla sezione dei più piccoli della scuola dell’infanzia. L’intervento si concretizza con i primi incontri tra la nuova educatrice e i bambini verso il mese di maggio e la visita alle aule dei “grandi”. Educatrice del nido e educatrice della materna in alcuni giorni lavoreranno in compresenza con il gruppo, passandosi dolcemente delle consegne, riportando il vissuto dell’anno che sta per terminare e anticipando le novità dell’anno che verrà. La proposta delle attività sarà naturalmente concordata precedentemente nelle riunioni interne tra docenti.

    I genitori già informati prima dell’estate del cambiamento delle educatrici potranno avere un colloquio individuale con le stesse nei primi giorni di settembre e stabilire così una nuova relazione di fiducia con le referenti del proprio bimbo. Le educatrici della scuola dell’infanzia avranno a disposizione un quadro generale del percorso già svolto, dei processi di apprendimento e delle modalità relazionali di ogni bambino del gruppo e nel gruppo.

     

    4.16 La continuità con le scuole di grado superiore

    Anche la continuità con le scuole elementari frequentate dai bambini della nostra scuola dell’infanzia è un evento strutturato e previsto.

    Operativamente si traduce in un incontro tra la futura scuola ed il gruppo di bambini, accompagnati dall’educatrice, e la consegna di alcuni elaborati che facilitano il passaggio delle informazioni da un ordine all’altro.

         4.17 Laboratori curricolari

    Durante l’anno la scuola offre ai bambini la possibilità di vivere esperienze laboratoriali con atelieristi interni o esterni, esperti del settore e progetta uscite in centri specializzati per l’infanzia per approfondire e ampliare la propria conoscenza del mondo.

     

    4.18 Attività extra-curricolari per i bambini

    Durante l’anno la scuola offre ai bambini la possibilità di svolgere laboratori extracurricolari di movimento, di lingua, di arte, di musica, di informatica.

     

    4.19 Campi scuolacorrispondenza scuole straniere

    “La Maisonnette” propone alle soglie dell’estate delle settimane di campo scuola in Italia o all’estero con o senza la presenza dei genitori.

    Per le sezioni dei bambini della materna si tenta di stabilire contatti con altre scuole nei paesi di provenienza delle educatrici o comunque in paesi stranieri e mantenere durante l’anno scolastico corrispondenza epistolare con lettere dettare alle educatrici dai bambini, disegni da loro realizzati e foto, l’obiettivo è quello di stimolare la voglia di comunicare usando le lingue sperimentate a

     

     
     
     

     

     5. COLLABORAZIONE FAMIGLIE
    5.1  Scuola e famiglia
     

     

    “La Maisonnette” si caratterizza come una struttura attenta al bisogno e alla domanda dell’utente; il sistema complesso con cui si trova ad interagire è rappresentato dal bambino e dal suo ambiente familiare. La nostra scuola si pone accanto alla famiglia, la ascolta, la accoglie e ne condivide successi e problematiche. Durante l’intero percorso, di crescita individuale (da 1 a 6 anni) di ogni bambino che frequenta “La Maisonnette”, i genitori sono costantemente sostenuti nel loro difficile ruolo da tutto il team: dagli ausiliari, dalle educatrici, dalla direttrice e, se necessario, da esperti del settore dell’infanzia (pediatri, psicologi dell’età evolutiva, logopedisti).

    Il nostro contributo non ha la pretesa di essere esaustivo, ma si pone a sostegno di una famiglia spesso isolata e sovraccaricata di responsabilità.

    “La Maisonnette”, permettendo ai genitori di prendere coscienza dell’esistenza di problemi e difficoltà legate solo alla naturale evoluzione di ogni bambino, contribuisce, con la sua esperienza ventennale, al superamento di piccole crisi momentanee: la discussione e la condivisione spesso sono sufficienti per fare chiarezza e sollevare ogni dubbio.

    Riflettere sull’autenticità dell’infanzia, riconoscere l’infanzia come un momento particolare del proprio figlio significa accettarla e in questo cerchiamo di aiutare mamme e papà della nostra scuola.

     

    La scuola sostiene la famiglia e prevede:

    • Esperti al servizio della famiglia
    • Riunioni e incontri periodici con l’equipe educativa
    • Diario di Bordo giornaliero
    • Documentazione alle pareti
    • Libro individuale

    Periodicamente le educatrici incontrano i genitori della sezione allo scopo di condividere il progetto didattico annuale e documentare e relazionare il percorso svolto, attraverso modalità differenti:

    • riunioni di sezione con mostre di percorsi didattici ed esposizione degli elaborati dei bambini
    • colloqui individuali con le famiglie
    • le classi aperte

    “La Maisonnette” organizza questo tipo di esperienze per avvicinare la famiglia al mondo della scuola e favorire nei bambini lo sviluppo dell’autostima. Tale modalità rende protagonisti ed esperti i bambini di fronte ad un’esperienza di coinvolgimento dei genitori nelle attività relative al progetto educativo della classe. I genitori inoltre possono esplorare il lavoro svolto nelle altre sezioni e rendersi conto dell’intero percorso proposto. Tale esperienza si pone ancora lo scopo di sensibilizzare la famiglia all’importanza del gioco insieme ai figli, di incrementare il rapporto positivo tra educatrici e genitori, di acquisire memoria storica degli eventi quotidiani scolastici.

    • La manifestazione di fine anno scolastico

    Tutto il personale della scuola e le educatrici sono in ogni caso disponibili ad incontrare i genitori durante tutto il percorso, secondo orari di ricevimento comunicati all’inizio dell’anno scolastico.

    Per meglio rispondere alle difficoltà incontrate nello svolgimento del ruolo genitoriale e definire orientamenti educativi comuni scuola-famiglia, inoltre, in base alle effettive esigenze, vengono avviati dei gruppi di discussione a tema, a cui partecipano genitori, educatrici e coordinatrici.

     

    5.2  Memorandum per i genitori

    Chiediamo la vostra collaborazione nel gestire al meglio la scuola, seguendo alcune indicazioni di seguito riportate:

    Puntualità e segnalazione prolungamento o cambio orario: la giornata scolastica è organizzata secondo le necessità dei vostri bimbi.

    Vi chiediamo quindi la massima puntualità all’arrivo al mattino, non oltre le 9.00, e il rispetto dell’orario di uscita pomeridiano concordato in direzione. La non puntualità incide sulla serenità del vostro bambino e non lo rispetta come individuo, con i suoi ritmi e bisogni, anche se talvolta diversi dai vostri.

    Nel caso in cui abbiate necessità di lasciare il vostro bimbo a scuola oltre l’orario normalmente stabilito, vi chiediamo di avvisare la segreteria amministrativa il giorno precedente per permetterne l’organizzazione. Sarà cura dell’amministrazione avvertire le educatrici. La stessa procedura dovrà essere seguita per un definitivo cambiamento di orario da quello contrattualmente stabilito.

    Assenze: Nel rispetto dall’art. 68 della legge Regionale del Lazio del 22 ottobre 2018, n. 7, “Disposizioni per la semplificazione e lo sviluppo regionale”, in caso di assenze superiori ai 5 giorni (con rientro il settimo giorno e compresi i giorni festivi), la scuola non richiede il certificato medico. La stessa, in base al proprio regolamento interno richiede un’autocertificazione che attesti l’assenza. Nel rispetto della normativa vigente, i bambini che rimangono assenti per più di cinque giorni sono riammessi in aula solo previa presentazione del certificato medico che attesti l’avvenuta guarigione nei casi previsti dal D.P.R. n 1518/67 e dalla Circolare del Ministero della Sanità “Misure di profilassi per esigenze di sanità pubblica”, n. 4 del 13 marzo 1998.

    Il Commiato: Il ritiro del bambino può avvenire solo previa segnalazione dei genitori presso la segreteria amministrativa dei nominativi delle persone autorizzate. Alle educatrici è assolutamente vietato consegnare il bambino ad una persona diversa senza il loro consenso e senza la conseguente presentazione di un documento di riconoscimento della persona indicata.

    Abbigliamento scolastico: Consigliamo ai genitori di vestire i bambini con abiti comodi e che possono essere sporcati!! E consigliamo abiti che favoriscono l’autonomia del bambino, quindi niente salopette o pantaloni con chiusure belle ma difficili!

    I Giochi da casa: Nella Scuola dell’Infanzia è preferibile non portare dei giochi da casa, naturalmente per evitare contendi, litigi, o che vadano persi; se eccezionalmente accadrà, il bambino potrà mostrare i giochi ai compagni, per poi riporli in un posto “speciale” (la cesta dei giochi di casa) e riprenderli a fine giornata.

    Per il nido si accettano soltanto gli oggetti transizionali durante l’inserimento e nella prima parte dell’anno. Successivamente si cercherà di accordarsi con il bambino per riporre il “doudou” in una cesta e riprenderlo a fine giornata, per la ninna o solo nei momenti tristi, per evitare che l’oggetto gli impedisca di ben relazionarsi con i pari, con gli adulti e con gli oggetti della scuola.

     
    5.3  Biblioteca dei Genitori–elenco dei libri consigliati
    • Mio figlio ha 1 anni (tutta la serie)                Usborne
    • Da zero a tre anni                                          P.Angela
    • Nato da un aquilone bianco                          R. Percoco
    • Come un romanzo                                         D. Pennac
    • I no che aiutano a crescere                           P.Asha
    • Il bambino perduto e ritrovato                     A.Marcoli
    • Il bambino nascosto                                      A.Marcoli
    • Il bambino arrabbiato                                    A.Marcoli
    • Papà a tempo pieno                                       S.B. Levine
    • Leggere ad alta voce                                     R.V. Merletti
    • I problemi dei bambini                                  F.Dolto
    • Il piccolo principe                                          A. Saint Exupèry
    • Genitori efficaci                                             T.Gordon
    • Le madri non sbagliano mai                          G. Bollea
    • Intelligenza emotiva per un figlio                 J.Gottman
    • Una base sicura                                             J. Bowlby
    • I bambini sono cambiati                                S. Vegetti Finzi
    • Intelligenza emotiva                                      D.Goleman
    • L’arte di ascoltare                                         E.Fromm
    • La solitudine del bambino                             F. Tonucci
    • Un genitore quasi perfetto                            B. Bettelheim
    • Mamma ho paura!                                         D. Lewis
    • Il mondo incantato                                        B. Bettelheim
    • L’uomo nero                                                  S. Sassardi
    • Tuo figlio è un genio                                     Gopnik Meltzoff Kuhl
    • A piccoli passi                                               S. Vegetti Finzi

     

    6. REGOLAMENTO DI ISTITUTO
      

    Il presente regolamento disciplina il servizio della Scuola, al fine di garantire al bambino un sistema di opportunità educative e sociali preordinate a perseguire l’obiettivo del pieno sviluppo delle proprie potenzialità, nonché l’attuazione del diritto all’educazione. Tali finalità vengono perseguite anche attraverso una costante interazione con la famiglia del bambino, intesa quale diretta protagonista del progetto educativo realizzato dalla Scuola e depositaria della propria originale cultura.

     

    6.1   Norme di accesso

    Nel nido e nella scuola dell’infanzia si accettano bambini di età compresa tra i 3 mesi ed i 6 anni di età. Nel nido, le singole classi comprendono bambini di età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni di vita, nella scuola dell’infanzia dai 3 anni ai 6 anni, sotto la guida di educatrici in lingua italiana, francese e inglese in possesso di idonea qualifica.

    All’atto d’iscrizione è necessario produrre i seguenti documenti:

    • Stato di famiglia in originale nel caso in cui i componenti della famiglia risiedono nello stesso nucleo abitativo. In caso contrario è obbligatorio presentare copia dell’estratto di nascita con le generalità dei genitori (completo di copia del documento di identità);
    • Fotocopia certificato vaccinazioni;
    • Elenco delle persone autorizzate, compresi i genitori, a prendere il bambino a scuola (completo di fotocopia o numero di documento di identità). Tale elenco potrà essere modificato solo con richiesta sottoscritta da entrambi i genitori ovvero, in caso di provvedimenti dell’Autorità giudiziaria resi noti alla scuola che dispongano, in caso di separazione o divorzio, particolari modalità di affidamento del bambino ad uno dei genitori. La domanda d’iscrizione dovrà necessariamente essere sottoscritta da un genitore o da un’esercente la potestà familiare.
    6.2   Disciplina dei pagamenti – Spese aggiuntive

    Il pagamento delle rate scolastiche è disciplinato dal contratto di prestazione scolastica e Norme di frequenza. Le rate costituiscono fondi necessari all’ordinaria gestione della scuola. La famiglia prende atto ed accetta che la retta scolastica è interamente dovuta anche se frazionata in più rate.

    All’atto dell’iscrizione si dovrà contestualmente versare la quota d’iscrizione che non potrà essere restituita in caso di recesso. La quota d’iscrizione e le rate scolastiche sono dovuti per intero anche nei casi di ritiro anticipato o interruzione della frequenza per qualsiasi titolo e/o ragione. Durante l’anno scolastico, per le uscite a teatro e quelle didattiche, verrà richiesto un contributo per ogni singolo evento.

     

    6.3   Disciplina del servizio della Scuola

    La Scuola è aperta dal mese di settembre al mese di luglio, dal lunedì al venerdì. Il sabato la Scuola resta chiusa. Gli orari di apertura possono variare da sede a sede. La Scuola osserverà le festività del calendario scolastico nazionale; potranno verificarsi nelle diverse sedi aperture straordinarie in base alle esigenze territoriali. I genitori, o le persone da questi incaricate, sono tenuti a rispettare una scrupolosa puntualità sia nell’accompagnare che nel riprendere i bambini. Nella Scuola i generi alimentari distribuiti sono di prima qualità, onde fornire al bambino una dieta corretta ed equilibrata. Il pranzo completo è servito generalmente alle ore 12.00 e la merenda del pomeriggio dopo le ore 15.30 ma gli orari possono variare da sede a sede. All’inizio dell’anno scolastico verranno stabiliti giorni ed orari di ricevimento in base ai quali, previo appuntamento, si potranno avere colloqui con il corpo insegnanti. È fatto espresso ed assoluto divieto distogliere le insegnanti durante il loro lavoro ed entrare nelle classi durante lo svolgimento delle attività.

     

    6.4   Norme igienico-sanitarie

    Per norme igienico-sanitarie della scuola si intende:

    • norme relative alla frequenza della scuola;
    • allontanamento dal servizio e la successiva riammissione;
    • somministrazione di farmaci;
    • igiene personale;
    • diete speciali.

    Norme relative alla frequenza della scuola:

    Il bambino non può frequentare la scuola se le condizioni di salute non permettono la partecipazione attiva allo svolgimento delle attività: presenza di febbre, tosse fastidiosa e continua, tracheobronchite, vomito ripetuto, diarrea profusa, eruzione cutanee di natura da diagnosticare. Nelle suddette condizioni il bambino è anche più facilmente fonte di diffusione delle malattie per gli altri bambini e per tutti coloro che stanno a stretto contatto con lui.

    Per le malattie infettive come morbillo, varicella, pertosse ecc. esistono specifiche norme igienico sanitarie. Quando il bambino è affetto da congiuntivite (occhi arrossati, secrezione catarrale o purulenta) può frequentare solo a trattamento iniziato senza periodo di isolamento.

    In presenza di malessere fin dalle prime ore del mattino è opportuno che il bambino non frequenti la scuola onde evitare possibili peggioramenti. Ogni genitore pertanto è invitato a farsi carico non solo della salute del proprio figlio, ma deve essere anche sensibile a quella degli altri bambini al fine di tutelare la comunità infantile.

    Allontanamento dal servizio e la successiva riammissione:

    Il bambino frequenta la comunità quando il suo stato di salute è complessivamente buono. È importante che il genitore sia prontamente reperibile e disponibile per il ritiro del bambino, su invito del personale educativo, qualora presenti sintomi di particolare rilevanza che potrebbero rendere inopportuna la presenza a scuola. Il Dirigente scolastico o suo delegato può disporre l’allontanamento tramite avviso al genitore che è tenuto a provvedere. Nel periodo che precede l’effettivo allontanamento si informa che è compito dell’insegnante:

    – mantenere il bambino in uno spazio separato non a diretto contatto con gli altri bambini;

    – evitare i contatti ravvicinati (inferiori a 50 cm.) e bocca – bocca;

    – utilizzare guanti monouso in presenza di liquidi biologici (sangue, feci, vomito, ecc.).

    Le più recenti conoscenze in materia di malattie infettive e loro diffusione hanno evidenziato che il pericolo di contagio, massimo durante la fase di incubazione, si riduce, trascorsi i cinque giorni dall’esordio clinico, a livelli compatibili con la presenza in collettività. Pertanto, dopo i cinque giorni di assenza, il soggetto non presenta livelli di contagiosità da ritenersi pericolosi per la convivenza in collettività, e non vi è motivo per cui il rientro debba essere vincolato alla presentazione del certificato prima previsto. Pertanto nel rispetto dell’art. 68 della legge Regionale del Lazio del 22 ottobre 2018, n. 7, “Disposizioni per la semplificazione e lo sviluppo regionale”, in caso di assenze superiori ai 5 giorni (con rientro settimo giorno e compresi i giorni festivi), la scuola non richiede il certificato medico, se non nei casi previsti dalla normativa D.P.R. n 1518/67 e dalla Circolare del Ministero della Sanità “Misure di profilassi per esigenze di sanità pubblica”, n. 4 del 13 marzo 1998.

    • Il rientro successivo ad un allontanamento (per vomito, esantema, congiuntivite, ecc.) comporterà che il genitore contatti il proprio medico curante. Sia nel caso in cui venga posta diagnosi di Malattia Infettiva soggetta ad interventi di allontanamento, sia in caso non si tratti di patologia infettiva, il genitore autocertificherà di essersi attenuto alle indicazioni ricevute dal medico. Nel caso della congiuntivite, deve essere previsto l’allontanamento dalla comunità, la riammissione può avvenire a trattamento iniziato, senza periodi di isolamento.
    • Per la riammissione a scuola del bambino superati i 5 giorni di assenza sarà richiesta l’autocertificazione dei genitori.

    Questa procedura è finalizzata a rendere consapevole il genitore della necessità di cure e delle cautele nei confronti delle collettività, migliorando così il sistema di prevenzione.

    Somministrazione di farmaci:

    I genitori possono richiedere la somministrazione di farmaci a scuola secondo la certificazione dello stato di malattia e relativo Piano Terapeutico redatti dal medico curante compilando il modulo fornito dalla scuola e allegando specifica documentazione attinente la modalità di somministrazione.

    Richiesta diete speciali:

    In caso di intolleranza o allergia del bambino il genitore deve presentare il certificato medico in originale (N.B. si accolgono certificati di pediatri di base e degli specialisti in allergologia o malattie metaboliche). Per sospendere o variare la dieta speciale durante l’anno scolastico, dovrà far pervenire un nuovo certificato medico. La richiesta ha valore per l’anno scolastico di riferimento.

     

    6.5   Recesso

    È facoltà dei genitori recedere dalla scuola salva comunicazione da inviare a mezzo lettera A.R., o per PEC, con almeno trenta giorni di anticipo. Il recesso, ai fini amministrativi avrà esecuzione allo scadere dei trenta giorni decorrenti dalla ricezione della lettera. Per quanto riguarda invece i pagamenti, il recesso avrà efficacia per a partire dal pagamento della rata successiva alla comunicazione, ove la stessa pervenga nei trenta giorni antecedenti la scadenza; l’importo di quest’ultimo andrà comunque pagato per intero a prescindere dalla durata della frequenza.

     

    6.6   Norme amministrative

    Qualora la presenza del bambino sia diversa dall’orario contrattualmente stabilito, sarà dovuta una penale per ogni ora o frazione di ora. Per i pagamenti effettuati dopo le scadenze contrattualmente stabilite, sarà dovuta una penale pari al 10% (dieci per cento) dell’importo dovuto. La mancata corresponsione dell’intero dovuto oltre i 15 giorni dalla scadenza, comporterà l’immediata risoluzione di diritto del rapporto contrattuale, con conseguente irripetibilità dei pagamenti già effettuati che, per l’effetto, verranno definitivamente trattenuti dall’Amministrazione della Scuola, salvo ed impregiudicato ogni altro diritto.

     

    6.7   Divieti e Responsabilità

    È fatto espresso divieto ai frequentanti la Scuola di introdurre oggetti potenzialmente pericolosi e non conformi alle vigenti norme di sicurezza ed agli standard europei, nonché in generale oggetti diversi dal materiale didattico fornito dalla Scuola e non previamente autorizzato dal corpo insegnanti. Pertanto, la Direzione declina sin d’ora ogni e qualsiasi responsabilità nascente dall’introduzione di detti oggetti nella Scuola, sia connessa ad un uso non autorizzato e/o improprio degli stessi, sia per eventuali danni arrecati agli oggetti stessi.

     

    6.8   Norme relative alle visite di istruzione

    Durante l’anno, secondo l’età dei bambini e in coerenza con i progetti didattici sviluppati la scuola propone altre attività ed esperienze interne e/o esterne. In tal senso vengono presi contatti con le agenzie private e pubbliche presenti sulla zona, attivando progetti con ludoteche, con biblioteche, musei, planetario, centri culturali, fattorie educative, parchi naturali, teatri per bambini per organizzare visite libere o guidate e viaggi d’istruzione.

     

    6.9     Documentazione fotografica e videoriprese

    La documentazione delle attività didattiche e dei processi educativi nei servizi per l’infanzia “La Maisonnette” sono parte integrante del percorso progettuale e contraddistingue la modalità operativa, organizzativa e formativa di tutti i suoi Centri Educativi. La cultura della documentazione non è intesa solo come archivio o mostra di materiale altamente esperenziale, ma anche come memoria di saperi in un’ottica interattiva ed innovativa di ri-utilizzo della conoscenza acquisita. A “La Maisonnette” essa è vissuta come processo di ricerca, di costruzione di conoscenza e informazione, come risposta al bisogno di restituzione del vissuto quotidiano dei bambini/e a scuola all’interno dell’esperienza progettata e costruita. Le finalità di tale attività sono: apprendimento per e con i bambini; formazione e informazione del personale educativo, di struttura e i genitori; di visibilità; di costruzione dell’identità, della memoria personale e di servizio; di ricerca sui processi educativi e sulla qualità. Per trasmettere il senso dell’attività vengono utilizzate anche le immagini visive dei bambini. Pertanto gli educatori de “La Maisonnette” nel corso dell’anno sono autorizzati a realizzare una documentazione fotografica e delle videoriprese ai bambini durante la giornata scolastica. La documentazione dei progetti trova la sua visibilità nella pannellistica a parete riferita ai percorsi attivati, nell’esposizione del percorso progettuale e delle sue fasi di sviluppo (riunioni di classe), nelle pubblicazioni consegnate in itinere o a fine dell’anno (Il Libo di Fine Anno Scolastico). A fianco ai progetti viene data particolare attenzione anche alla documentazione della quotidianità che permette il coinvolgimento e l’informazione alle famiglie (Diario di Bordo). La Documentazione è rivolta principalmente alle famiglie come testimonianza sia dell’attività educativa svolta a scuola che dello sviluppo specifico del singolo bambino/a ma anche al personale della scuola e di Rete. La raccolta di informazioni relative alle attività educative e didattiche sono uno strumento indispensabile per gli insegnanti per proporre le proprie esperienze didattiche e per confrontarsi con i colleghi degli altri Centri Educativi “La Maisonnette”. Ciò si rende indispensabile per la realizzazione di un “Centro di Documentazione”, inteso come spazio e tempo, dedicato alla diffusione di una cultura della documentazione al fine di promuovere ricerca e costruire memoria. La documentazione dei progetti diviene, quindi, utile strumento per conoscere, studiare, verificare, comprendere, attraverso sia ricerche di tipo qualitativo che quantitativo, le intenzionalità pedagogiche e le metodologie della scuola. Essa rappresenta ed esprime una chiara intenzionalità educativa.

     

    6.10 Assistenza sanitaria, pronto intervento e piano sicurezza

    Le nostre sedi operano in ottemperanza a quanto previsto dalla normativa vigente.

     

    6.11 La divisa scolastica a La Maisonnette

    “La Maisonnette” nasce nel 1980 come nido e scuola dell’infanzia a misura di bambino. Nel perseguire la propria missione educativa e nel rispetto della propria Carta dei Valori La Maisonnette promuove l’adozione della divisa scolastica per il proprio personale, le bambine e i bambini frequentanti. Il progetto pedagogico e didattico de La Maisonnette, legato al trilinguismo precoce, all’educazione interculturale, allo sviluppo del pensiero critico, risponde al contesto multietnico della nostra società e la divisa scolastica rappresenta per la scuola un buon alleato nel perseguimento degli impegni presi.

    Se l’abbigliamento e i vestiti forniscono significati all’interno delle relazioni e chiari messaggi culturali, la divisa sottende alla formazione del sè, all’identità personale e collettiva. La divisa consente di andare oltre le reciproche differenze, anche quelle culturali, predisponendo bambini e famiglie all’integrazione. È importante che il contesto scolastico consenta alle bambine e ai bambini di potersi riconoscere come parte del gruppo, faciliti l’accolgienza, l’integrazione di tutti i componenti della classe e della comunità scolastica evitando qualunque forma di discriminazione. Inoltre, la divisa è composta da capi idonei alle attività didattiche proposte; è comoda e sicura per i bambini che possono gestirla senza l’aiuto dell’adulto. La divisa, pensata per il loro comfort, supporta l’acquisizione delle autonomie.

    L’uguaglianza dell’abbigliamento non è omologazione che soffoca l’originalità. La nostra didattica non solo permette ma ricerca la possibilità di far emergere la personalità e la creatività di ogni bambino. È possibile far emergere le proprie caratteristiche non solo attraverso l’abbigliamento ma soprattutto tramite i propri pensieri e le azioni. L’appartenenza alla scuola e la divisa, a La Maisonnette, sono parte integrante del vivere l’educazione.

    Un altro vantaggio della divisa è la sicurezza. Nel corso dell’anno scolastico si organizzano numerose uscite didattiche e per gli insegnanti avere la classe facilmente riconoscibile costituisce un supporto visivo importante. A La Maisonnette la divisa scolastica è vissutà come “mediatore culturale” per una spontanea espressione delle relazioni, capace di generare un senso di appartenza tra i membri e una base sicura su cui poter esprimere e costruire liberamente la propria personalità.

     

    “La scuola è dei bambini, non per i bambini”.